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Il giorno di Debian 8.0, benvenuta Jessie!

Debian

Il team Debian ha ufficialmente annunciato la disponibilità di Debian 8.0, nome in codice Jessie! La nuova release è disponibile nelle consuete (e numerose) architetture: 64-bit PC (amd64), 32-bit PC (i386), EABI ARM, PowerPC, Hard Float ABI ARM, MIPS (little endian), MIPS (big endian), IBM System z 64-bit, ARM (AArch64) e Motorola/IBM PowerPC.

Da tenere presente come sempre le Note di rilascio (relative a ciascuna architettura), in particolare al capitolo cinque: Problemi di cui essere al corrente per jessie dove vengono illustrate potenziali anomalie derivanti un eventuale upgrade da release precedenti.

Esiste un ottimo Screencast che permette una panoramica completa sulle nuove funzionalità, disponibile a questo indirizzo, oltre che un video dimostrativo:

A questo punto una raccomandazione: Debian Jessie, così come abbiamo annunciato per tempo sul portale, utilizza di default il sistema di init systemd. Perciò occhi aperti: keep calm and learn systemd!

Infine, l’ultima notizia: con la release di Debian Jessie è tempo di pensare a come chiamare la nuova release, ossia Debian 9.0. La scelta è caduta su Stretch, il polipo di Toy story 3. In pratica, lui:

stretch

Che altro aggiungere… Benvenuta Jessie!

  • Benjamin Sisko

    Ma che razza di porcheria !!!! non ci penso neanche minimamente di upgradare a questo obbrorio di Debian 8, ed accettare questa robaccia che è Systemd !!!!
    Debian per me è morta… ormai è diventata succube di gnome, che ha imposto la presenza di systemd e non ha più nulla di quello che era negli anni ’90 e primi 2000.
    Meglio aspettare la Devuan, e se non arriva, migrare ad altre distro che non usino Systemd

  • Raoul Scarazzini

    “Migrare a distro che non usino Systemd”.
    A parte Devuan, di cui al momento non mi risulta esista nemmeno una beta, a quali distribuzioni Linux (bada bene Linux, non BSD, Android o affini) ti riferisci?
    Purtroppo o per fortuna Systemd è il futuro ed è qui per restare.

  • Benjamin Sisko

    Il fatto è che da diversi anni uso Debian (dopo averle provate un pò tutte), lato server, e non avevo motivi per passare ad altro, data la sua stabilità, configurabilità, e la presenza dei pacchetti di quasi tutti i progetti opensource… e quindi non mi son mai posto il problema di un alternativa…
    Adesso che hanno stabilmente introdotto Systemd dovrò vedere cos’altro c’è in giro…
    Non sono pregiudizialmente contrario al systemd, ma in ambienti server lo trovo più una fonte di problemi che di vantaggi, sia per l’invasività che per la configurabilità e il debugging in caso di precedenze dei servizi chee analisi dei log.
    L’ideale sarebbe stato lasciare all’utente la scelta, ma questo avrebbe comportato problemi con Gnome che, leggo, essere abbastanza interdipendente da systemd…. francamente trovo un errore far dipendere un DE a una roba come il sistema di init… ma tant’è che ormai il dado è tratto… frà l’altro sembra che vogliano far confluire in systemd, pure il boot loader… e onestamente, trovo anche questa una sciocchezza per gli ambienti server.

  • Raoul Scarazzini

    Purtroppo ti puoi risparmiare la fatica: non esistono distribuzioni di classe enterprise, quindi Red Hat, Debian, Ubuntu e SuSe (e tutte le derivate) che non utilizzino systemd.
    Questo è l’unico dato di fatto che esiste al momento. Io so una cosa per certo: sarebbe controproducente per queste distribuzioni rendere la vita impossibile agli utenti per via di systemd. Pertanto, fidandomi del loro giudizio, posso stare certo che quanto di systemd ci sarà in esse sarà funzionale al sistema stesso.
    Le chiacchiere su systemd che ingloba tutto, sul fatto che si stava meglio quando si stava peggio, le chiacchiere… da VUA, le lascio ai VUA.
    Sarò controtendenza, ma systemd porterà giovamento, ne sono convinto.

  • Tommy G.

    Certo fare polemica su una distribuzione..ma ripigliati.. prova ad uscire e vedere come e’ un parco, un cinema, ecc.. Perche’ non provi ad usare minix che usa init.d?