L’Iran attacca LasVegas

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Se sei un personaggio influente, non puoi parlare di sganciare bombe nucleari in giro senza aspettarti ripercussioni da persone poco raccomandabili.

É quello che é successo a Sheldon Adelson, multimilionario americano che ha pagato cara un’affermazione del genere fatta a novembre dell’anno scorso. La risposta di un gruppo di hacktivists iracheni é arrivata a inizio di questo anno (ma la notizia é uscita solo ora) che hanno attaccato le deboli protezioni dei sistemi informatici di alcuni casinó di proprietá di Adelson.

L’8 gennaio hanno lanciato un’attacco brute-force alla VPN del Bethlehem, casinó della Pensilvania, attacco ripetuto piú volte tra il 21 e il 26 gennaio. Gli esperti IT del Bethlehm hanno notato “un po’ di movimento”, si sono insospettiti e hanno fatto una conf call ai colleghi del Sands (casinó piú grosso di Los Angeles) ma, a quanto pare, non sono state prese precauzioni particolari. Fail2ban, questo sconosciuto!
Hacktivists / Adelson: 1 – 0

Il 1 febbraio invece sono riusciti ad entrare in un server Web di sviluppo collezionando varie login e password.
Hacktivists / Adelson: 2 – 0

Insomma, in tutta questa collezione di password alla fine una utile l’hanno trovata: quella di un non meglio identificato Senior System Engineer.
Hacktivists / Adelson: 3 – 0

Con queste credenziali e un programmino di 150 righe scritto in Visual Basic (qualcuno scrive ancora in Visual Basic? Really? 😛 ) sono entrati nella rete dei server di gioco a Las Vegas e hanno fatto il wipe di parecchi hard-disk.

E per sicurezza hanno poi riavviato i server.

Fatality

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