
Mia mamma è nata nel 1966. Non aveva mai toccato un computer in vita sua.
Non intendo “non era brava con il computer”. Intendo proprio: zero. Niente tastiera, niente schermo, niente mouse. Sessant’anni di vita senza che nessuno le avesse mai messo davanti una macchina e detto “questo è tuo”.
A un certo punto mi ha chiamato. Doveva controllare le buste paga online, quelle che arrivano via portale del datore di lavoro. Niente di complicato. Ma lei non sapeva come farlo.
Le ho portato un ThinkPad ricondizionato. Ci ho installato Kubuntu.
Ho scelto Kubuntu perché usa KDE Plasma come ambiente desktop. È una scelta personale, la mia, ma la trovo la più sensata per chi si avvicina a Linux senza esperienza pregressa: l’interfaccia è fluida, piacevole, e l’esperienza utente non mette ansia. Non è una questione tecnica, è una questione di come ci si sente davanti allo schermo. Per chi viene da Windows è spesso la transizione più naturale. Mia mamma non veniva da nessun sistema operativo, ma il principio vale lo stesso.
Prima di portarglielo ho configurato tutto. Browser aperto sulla pagina del portale. Cartella documenti visibile sul desktop. Ho svuotato il vassoio di sistema da tutto quello che non le sarebbe servito. Nient’altro in vista.
Le ho fatto vedere tre cose: come accendere il computer, come aprire il browser, come chiudere tutto quando ha finito.
Poi me ne sono andato.
La settimana dopo mi ha chiamato per dirmi che aveva visto le buste paga. E che aveva anche trovato YouTube da sola.
A quel punto ho pensato che valesse la pena installarle FreeTube, un client open-source per YouTube, senza pubblicità e senza tracciamento. Non gliel’ho spiegato. Le ho detto solo che era YouTube ma senza le pubblicità. Ha gradito.
Tre settimane dopo mi ha chiamato per chiedermi cosa significava quella icona nel vassoio di sistema che chiedeva di aggiornare. Gliel’ho spiegato al telefono, in due minuti. Ha capito subito.
Sei mesi dopo non mi chiama più per questo.
Racconto questa storia spesso quando qualcuno mi dice che Linux è “difficile” o “non adatto agli utenti normali”.
Mia mamma non sapeva cosa fosse un sistema operativo. Non sapeva cosa fosse un file. Non aveva mai aperto un browser in vita sua. E adesso usa Linux tutti i giorni senza che io debba fare nulla.
La difficoltà di Linux è sopravvalutata. Il problema vero, quasi sempre, è che qualcuno ha configurato la macchina in modo più complicato del necessario, pensando all’utente medio invece che alla persona reale davanti a lui.
Questo vale per mia mamma. Vale per uno studio legale. Vale per un ufficio. Vale per un magazzino. Il contesto cambia sempre, e con esso cambiano le scelte. Ma il principio di partire dall’utente reale, non dall’utente immaginario, non cambia mai.
Se vuoi provare a fare la stessa cosa con qualcuno che conosci, la lista è corta.
Prendi un laptop, meglio se con hardware Linux-friendly, nel mio caso è stato un ThinkPad ricondizionato. Installa una distribuzione adatta alla macchina: io ho usato Kubuntu, ma esistono distribuzioni leggere per hardware meno recente, ognuno trova la sua. Crea un collegamento all’Home sul desktop. Metti solo quello che serve in bella vista. Configura il vassoio di sistema per mostrare solo quello che l’utente capirà davvero. Imposta il browser per aprire già la pagina che sai che userà. Se ha più siti fissi, aggiungi i preferiti in modo semplice e logico, con nomi che l’utente riconoscerà, non nomi tecnici. Testa tutto tu prima. Poi consegnalo.
Non spiegare il sistema operativo. Non spiegare cos’è Linux. Spiega solo quello che deve fare la persona davanti a te.
Il resto viene da solo.





















Complimenti mamma di Mišo e complimenti anche a Mišo che ha fatto in modo che non si sentisse spiazzata e in difficoltà con qualcosa che non aveva mai usato prima 🙂
Ubuntu (preinstallato Dell) e LMDE (fisso) si sono inchiodati autonomamente coi loro propri aggiornamenti, e senza modifiche strane. Un amico attribuisce i problemi a certificati non rinnovati dalla comunità Linux. Da solo non riesco a risolvere: infiniti errori sul terminale. Aspetterò un weekend piovoso e di allerta rossa per reinstallare tutto da zero, non ho più voglia né tempo di questi inconvenienti…