Open Hardware: la nuova rivoluzione culturale è alle porte

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In principio fu Arduino. Un dispositivo elettronico creato per interagire con l’ambiente (sensori, motori, luci, etc.) e basato su un presupposto semplice: rendere accessibile a chiunque la possibilità di acquistarlo e configurarlo.
Prezzo basso e specifiche aperte. In pratica hardware Open Source, senza segreti.
Era il 2005 e da allora le cose sono cambiate. Il costo dell’hardware si è sempre più abbassato sino a diventare non più il parametro base per la scelta di un acquisto. Abbiamo assistito al fiorire di dispositivi come il RaspberryPI ed alla diffusione sempre maggiore delle stampanti 3D che consentono di creare meraviglie come questa:

Shea's new hand

in grado ad esempio di ridare l’uso della mano destra ad una bambina di nome Shea.

I principi dell’Open Source Hardware sono descritti nel dettaglio all’interno della pagina relativa:

Open source hardware is hardware whose design is made publicly available so that anyone can study, modify, distribute, make, and sell the design or hardware based on that design.

L’Open Source Hardware (OSHW) è hardware il cui design è stato rilasciato al pubblico in modo tale che chiunque possa studiare, modificare, distribuire, fare e vendere il progetto o harware basato sul progetto.

Niente di più semplice quindi, e di rivoluzionario.

Il 17 marzo parte la Open Hardware Week, un evento promosso da opensource.com che prevede la possibilità di inviare progetti su cui poi verrà redatta una serie di articoli. In questo articolo Jen Wike spiega tutte le modalità di partecipazione. Largo alle idee quindi!

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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