Le ragioni del feature-freeze di OpenStack Icehouse

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Thierry Carrez, release manager di OpenStack, ha spiegato in un recente articolo, le ragioni per cui l’ultima release di OpenStack, nome in codice Icehouse, è stata posta in stato feature freeze, è stata sospesa cioè l’aggiunta di nuove funzionalità al prodotto.

La spiegazione si è resa necessaria in quanto il naturale ciclo di release di OpenStack non necessità del blocco dell’aggiunta di nuove funzionalità (feature-freeze, appunto) poiché è basato su un approccio test-centrico e, proprio questo, non soggetto a regressioni tecniche.
Ma ci sono altre ragioni per cui il blocco si è reso necessario.

Ad oggi infatti il progetto OpenStack conta 508 differenti contributori, di cui 101 aggregatisi solamente negli ultimi trenta giorni. Una gran quantità di persone, contenuti e funzionalità. Il feature-freeze aiuterà tutti:

  • Consentirà una revisione del codice più accurata;
  • Consentirà test più approfonditi su una base immutabile;
  • Permetterà al team di documentazione un lavoro più accurato;
  • Chi crea pacchetti dal codice sorgente sarà agevolato enormemente;

L’ultimo punto in particolare pare decisamente un’ammissione del fatto che oggi OpenStack è un prodotto Enterprise, ragion per cui è impossibile prescindere da una base di sviluppo stabile. Ecco quindi perché, spiega Carrez, il feature-freeze aiuterà OpenStack a fare un ulteriore passo in avanti.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
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