Aduc: fatti rimborsare il sistema (in)operativo!

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La Corte di cassazione ha emesso una sentenza che vieta la “tassa Microsoft”. Questa è la copia del documento ufficiale.

Risulta chiaro il concetto, sulla base di questo paragone:

La vendita di un PC con software preinstallato non è come la vendita di un auto con le sue componenti (ruote, motore, ecc), vendute congiuntamente.

Infatti nella maggior parte dei casi quando si acquista un pc troviamo al suo interno un sistema Microsoft, e se abbiamo necessità di avere un sistema Linux non resta che eseguire la classica formattazione.
La sentenza citata però crea un precedente: dallo scorso settembre quindi è diventato legittimo chiedere il rimborso della licenza Microsoft anche se il pagamento effettivo resta sempre una questione molto ostica.

A fronte di questa difficoltà, ADUC (Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori), Italian Linux Society e FreeSoftware Foundation hanno firmato un appello verso l’Antitrust per rendere praticabile e veloce la via del rimborso, visto che la situazione non è in favore verso gli utenti che non vogliono Windows.

Il cuore di questa nuova camapagna è: “Fatti rimborsare il sistema (in)operativo” ed inizia con una lettera all’ AGCOM dove viene richiesta la semplificazione della procedura per il rimborso.

Citando la lettera:

I maggiori produttori OEM non permettono il rimborso della licenza del software preinstallato o lo concedono con modalità vessatorie ed illegali”.

E’ fondamentale che il primo passo consista nel rifiuto della licenza da parte dell’ utente, successivamente viene chiesto il rimborso nel modo più trasparente possibile.

Parallelamente a questo si chiede ai produttori di inserire sulle rispettive home page le procedure per il rimorso, di modo che il consumatore possa individuarle facilmente.
A questo punto l’esito della vicenda è nelle mani di AGCOM.

A cosa porterà questa iniziativa: sarà un incentivo per la maggiore diffusione dei sistemi Linux?

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