Quali sono i tre elementi chiave che definiscono un progetto OpenSource di successo?

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Di progetti informatici OpenSource è pieno il mondo, eppure solo alcuni emergono dalla massa e raggiungono il cosiddetto mainstream, l’universalità, la diffusione. Basti pensare a OpenStack oppure Docker. Perché loro e non altri? Quali sono i tratti distintivi di un progetto OpenSource di successo? A queste domande prova a rispondere Shane Curcuru dalle pagine di http://opensource.com, identificando 3 elementi chiave:

  1. Il codice: sebbene appaia scontato che il codice si un elemento chiave, l’articolo chiarisce come ai tecnici importi capire COME sono fatti i programmi ed ai commerciali COME il codice possa risolvere i problemi dei clienti. Essendo poi il codice passibile di fork (ossia di variazioni apportate da persone che partono dalla stessa base di codice per creare qualcosa di diverso) è essenziale che un progetto Open possieda una precisa identità in termini di codice;
  2. La comunità: se il codice rappresenta il COME, la comunità rappresenta il CHI. Essenziale è quindi che i contributi siano regolati da precisi meccanismi di leadership (in questo caso il progetto Linux è particolarmente significativo) e che il contributo di ciascuno sia uniforme e funzionale. Tanto quello di chi è pagato per sviluppare, quanto quello dei volontari;
  3. Il marchio: cos’è un progetto senza un carattere distintivo in termini di nome, logo e lista delle tecnologie supportate? Rendere appetibile un progetto senza una di queste caratteristiche diventerebbe decisamente complicato;

L’unione di questi elementi definisce l’identikit di tutti i grandi progetti che stanno dominando quest’era informatica. Voi siete d’accordo? Esistono altri elementi a determinare il successo di un progetto Open?

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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