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Ecco quali sono gli aspetti da tenere presente nel costruire il proprio Private Cloud con OpenStack

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Quanto si parla di Private Cloud si intende un ambiente cloud ridotto, inferiore quindi al centinaio di macchine hypervisor, rispetto ai cosiddetti Public Cloud (come Amazon, Rackspace e via dicendo). Il Private Cloud è sostanzialmente l’erede degli ambienti virtualizzati o per meglio dire la sua naturale evoluzione. Le imprese utilizzano gli strumenti per la virtualizzazione conosciuti e diffusi quali VMware, RHEV, etc. per l’operatività base, ma quando si ha bisogno di maggiore dinamismo e scalabilità ecco che il paradigma client-server viene accantonato in virtù del cloud.

E’ possibile quindi creare un proprio ambiente cloud operativo e produttivo? Certamente, OpenStack è qui per questo. Eppure come evidenziato nel primo articolo della nostra serie “OpenStack, appunti di viaggio” il cloud non è per tutti.

In questa serie di slide realizzate da Ryan Richard, un ingegnere OpenStack che lavora presso Rackspace vengono illustrati tutti gli aspetti che devono essere tenuti presente da chi sceglie di creare un proprio Private Cloud:

Spicca, su tutti gli altri aspetti, un concetto base: partire con la destinazione in mente.
Data infatti la complessità degli elementi coinvolti ed il grado ulteriore di complessità che può essere raggiunto anche da una “semplice” installazione OpenStack base è palese che senza aver presente quale sarà il proprio punto di arrivo le cose non andranno certamente per il verso giusto. Per molti, ma non per tutti si diceva.
Da qui il predisporre un’architettura che riesca a scalare sulla base di un piano evolutivo gestito a monte, PRIMA di partire. E se lo dice chi OpenStack lo ha scritto… C’è da fidarsi!

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale http://www.miamammausalinux.org per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.