Google vuole mandare in pensione Adobe Flash in Chrome

chrome_logo_grandeUna delle innovazioni che più hanno avuto impatto nei browser (circa 15 anni fa) è stata l’introduzione dei plugin: integrare le pagine web con contenuti gestiti da software esterni per permettere attività altrimenti impossibili. Nel giro di pochi anni chiunque provasse a navigare si trovava obbligato ad aggiungere al proprio browser internet, fosse esso Explorer o Firefox, almeno due plugin: Java e Flash. Il primo permetteva i primi siti dinamici, il secondo era essenziale per i video.

Fin da quando è uscita la prima versione del suo browser Chrome, si è potuta vedere l’avversione di Google per i plugin in generale: le nuove evoluzioni delle tecnologie web, in particolare HTML5 e JavaScript, permettono di fare le stesse cose permesse dai plugin, talvolta anche meglio integrate. Inoltre, Google ha sempre considerato la tecnologia per l’integrazione insicura, tanto da proporre un proprio modo alternativo e non supportare più quello vecchio. Il primo plugin a farne le spese è stato quello per Java: Oracle non ha mai rilasciato una versione che usasse il metodo supportato da Chrome. Il secondo è stato proprio Flash, ma in questo caso Adobe ha collaborato per aggiornare il plugin, tanto che viene distribuito e aggiornato direttamente con Chrome, come fosse parte del browser stesso.

Ora Google ha deciso che è ora di mettere da parte anche Flash; e in effetti, guardando la storia di vulnerabilità critiche di questo plugin, si vede che è un vero colabrodo: 797 vulnerabilità in 11 anni, ovvero 6 al mese. Un po’ troppo per un componente tanto diffuso, e una delle medie più alte in assoluto.
Il processo di dismissione sarà graduale, e prevede che:
– nei siti che offrono sia contenuti Flash che HTML5 (come YouTube), Chrome preferirà (e sceglierà) la versione HTML5;
– quando un sito richiederà l’attivazione di Flash, Chrome chiederà (e memorizzerà) la volontà dell’utente;
– se un sito manderà verso il sito Adobe per l’installazione del plugin, Chrome chiederà conferma;
– l’autoplay per le pubblicità in Flash sarà disattivato.

Chrome è però solo uno dei browser internet disponibili, sebbene tanto gradito da essere uno dei più usati: i gestori dei siti si adegueranno o questa volta Google dovrà tornare sui suoi passi?

Per approfondire: qui e qui.

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