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L’Esercito italiano risparmierà 29 milioni di Euro grazie all’opensource

libreoffice

Dopo l’annuncio dello scorso Settembre, in cui il ministero della difesa ha annunciato di voler passare a LibreOffice, è tempo di un aggiornamento.

Già, perchè se le intenzioni ci sono tutte, è giusto anche capire che benefici sta portando questa apertura a software e formati liberi; nei prossimi anni, e considerando le scadenze delle licenze Microsoft Office già in possesso del dipartimento, l’esercito avrà 75000 utenti di LibreOffice per la fine del 2017, ed altri 25000 per il 2020, facendo così risparmiare una cifra compresa fra i 26 ed i 29 milioni di euro.

Al momento, circa 5000 workstation sono state migrate a LibreOffice ed il Ministero della Difesa ha annunciato (come da report iniziale) che entro l’anno questa migrazione sarà completa.

Inoltre, grazie al lavoro congiunto con LibreItalia, si stanno organizzando dei corsi online per insegnare al personale militare come utilizzare la suite LibreOffice.

Abbiamo iniziato con una valutazione di impatto, una serie di briefing con il personale, e l’istruzione degli istruttori, di chi installerà il software, e dei rappresentanti dell’IT. Stiamo adesso lavorando su un corso online di LibreOffice per i nostri utenti, che sarà disponibile sotto licenza copyleft. Nel frattempo, abbiamo migrato 5000 postazioni di lavoro e non abbiamo incontrato alcun problema serio

Questo quanto detto dal Generale Camillo Sileo, Vice Capo Reparto VI Reparto Sistemi C4I e Trasformazione Stato Maggiore della Difesa.

Questo dimostra come l’introduzione di software opensource nella PA (e negli enti Militari, come in questo caso), può portare ad un ingente risparmio di denaro senza dover scendere ad alcun compromesso!