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Uno sviluppatore Linux fa causa a VMWare per violazione della GPL, e perde (ma fa appello)

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Christoph Hellwig è uno sviluppatore del kernel Linux (maintainer dello SCSI sub-system) che nel marzo del 2015 ha citato VMWare a giudizio per violazione della licenza GPL, la General Public Licence. Secondo Hellwig infatti VMWare avrebbe usato dal 2007 porzioni di codice da lui scritte senza curarsi di rendere pubblico il codice sorgente, così come richiesto dalla licenza.

Ricordiamo che il Kernel Linux è distribuito con licenza GPL v2, che stabilisce come chiunque lo distribuisca debba anche renderne pubblico il codice. Nella fattispecie: se VMWare modifica il Kernel e ne distribuisce la versione compilata, la GPL impone che vengano pubblicati anche i sorgenti.

Tutta la vicenda ruota intorno alla mancata pubblicazione del codice sorgente della BusyBox inclusa nei prodotti ESXi di VMWare. Il problema è che la corte a cui Hellwig si è appellato ha ritenuto non valide le recriminazioni, stabilendo come le prove dello sviluppatore non fossero sufficienti a dimostrare la violazione di VMWare.

Supportato dalla Software Freedom Conservancy (un’organizzazione non-profit che finanzia questo tipo di azioni atte a preservare il software libero) Hellwig non si perde d’animo:

I’m disappointed that the court didn’t even consider the actual case of reusing the Linux code written by me, and I hope the Court of Appeal will investigate this central aspect of the lawsuit,

Sono contrariato dal fatto che la corte non abbia minimamente considerato questo caso di riutilizzo di codice Linux che ho scritto e spero che la corte d’appello investighi questo aspetto centrale della causa.

Pertanto la vicenda è ben lungi dall’essere conclusa, sebbene questo primo round se lo sia aggiudicato VMWare. Vedremo come finirà questa storia il cui contesto assume sempre più il tono di una battaglia tra Davide e Golia.