Ubuntu userà per la swap file e non partizioni dedicate.

virtual_memoryFin dagli albori dell’informatica il problema principale per i programmi è sempre stato lo spazio in memoria, un componente fondamentale ma costoso. Molto presto si sono diffuse tecnologie per usare un certo spazio di memoria persistente (il disco) per estendere la memoria volatile (la RAM). In Windows si chiama file di paging, in linux swap, ma in pratica sono la stessa cosa. Il vantaggio ovvio è l’uso di una memoria poco costosa per aumentare la disponibilità di qualcosa di necessario, ma lo svantaggio (altrettanto ovvio) è il calo di prestazioni: la RAM era (e spesso è ancora) 1000 volte più veloce del disco.

Tradizionalmente in Windows si usa un file, sulla partizione principale (C:), mentre in linux si è sempre preferito dedicare una partizione a questo compito.
Entrambe le soluzioni hanno vantaggi e svantaggi (come spesso accade): il file è flessibile (può cambiare le dimensioni facilmente) ma ha i limiti di caratteristiche (e prestazioni) del filesystem di cui fa parte; la partizione usa un filesystem apposta (spesso molto più semplice e performante di altri) ma la dimensione è (praticamente) fissa.

Canonical ha deciso che i tempi sono maturi per cambiare questa impostazione di base in linux, sia perché la RAM è diventata disponibile in abbondanza (rispetto al passato, eh!), sia perché le prestazioni dei dischi sono migliorate di molto; tutto ciò è vero soprattutto per l’hardware dei grandi CED, ma vale anche per i nostri pc (basti pensare agli SSD).
Dal post dell’annuncio:

Starting from 17.04 Zesty Zapus release, instead of creating swap partitions, swapfiles will be used by default for non-lvm based installations.
Secondly, the sizing of swapfiles is very different. It is no more than 5% of free disk space or 2GiB, whichever is lower.

A partire dalla versione 17.04 Zesty Zapus, invece di creare una partizione di swap, di default sarà usato uno swapfile per le installazioni non basate su LVM.
In secondo luogo, la dimensione dello swapfile è molto differente: non più del 5% di spazio disponibile o 2 GB, quello dei due più piccolo.

L’eccezione per LVM è facilmente giustificabile per le caratteristiche stesse di LVM e l’utenza tipica di questo strumento, ovvero amministratori di sistemi in aziende che (normalmente) sono più consapevoli delle necessità dei sistemi amministrati e di come venire incontro.

La dimensione del file di swap potrebbe sorprendere un poco: tradizionalmente la partizione riservata a questo scopo è grande quanto la RAM, spesso si consiglia il doppio della RAM; qui invece (di default) non si supera il 5% dello spazio disponibile (e non totale, attenzione) e comunque non più di 2 GB. Qui la tendenza è da ricercare nella quantità di RAM dei pc: per un pc di medie capacità in pochi anni si è passati  da 1 GB a 8 GB. Molti, in effetti, stanno facendo la scelta di non usare più swap (che sia file o partizione) in quanto non più necessaria.

Per chi volesse anticipare i tempi e provare ad usare uno swapfile segnaliamo le sempre chiare istruzioni di Archlinux, che (dovrebbero essere) valide per qualunque distribuzione. Io, un pensierino lo sto facendo… 😉

Ho coltivato la mia passione per l'informatica fin da bambino, coi primi programmi BASIC. In età adulta mi sono avvicinato a Linux ed alla programmazione C, per poi interessarmi di reti. Infine, il mio hobby è diventato anche il mio lavoro.
Per me il modo migliore di imparare è fare, e per questo devo utilizzare le tecnologie che ritengo interessanti; a questo scopo, il mondo opensource offre gli strumenti perfetti.

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