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Firefox 52: WebAssembly e addio a NPAPI

Qualche giorno fa Mozilla ha rilasciato la versione 52 del suo celeberrimo browser. Come spesso accade, le novità sono poche ma sono piuttosto importanti, e visto che Firefox è il browser più usato dagli utenti del pinguino, potrebbe interessare anche molti di voi.

La prima novità è il supporto al WebAssembly: un nuovo “linguaggio di programmazione”, appositamente studiato e sviluppato per il web da Mozilla, che permetterà di migliorare le prestazioni delle applicazioni usate via browser. Questa tecnologia sembra essere tanto promettente da aver già conquistato Google, tanto da averne aggiunto il supporto nell’ultima release di Chrome (come già vi abbiamo raccontato).

La seconda novità è l’abbandono della tecnologia NPAPI per i plugin, come già fece il suo avversario Google con Chrome 43: da questa versione il supporto sarà di default disattivato, mentre dalla prossima sarà proprio eliminato. Gli sviluppatori saranno forzati ad usare il sistema di WebAPI, mentre Google ha in alternativa la sua tecnologia PPAPI.

Le due notizie sono interessanti, e mostrano una grande vitalità attorno al mondo legato al browser web (che è di gran lunga il programma più usato da qualunque utente); allo stesso tempo si vede una convergenza nella direzione di sviluppo, che fa sperare in standard condivisi ed una maggior scelta per l’utente finale. E forse possiamo sperare che i tempi in cui per vedere un determinato sito dovevi usare un determinato browser siano davvero finiti.

– Per chi non sapesse cosa è NPAPI –
I plugin sono programmi esterni che forniscono modalità di uso o supporto a file non gestiti dal browser, e sfruttano le sue capacità per la visualizzazione, spesso integrandosi con le pagine web. Gli esempi più conosciuti sono Java, Acrobat Reader e Flash, ma la lista è molto lunga.
Questo tipo di tecnologia fu implementata da un vecchio (ma indimenticato) progenitore di Firefox, Netscape Navigator 2, tanto che NPAPI sta per Netscape Plugin API (API dei Plugin di Netscape). Fu rapidamente adottata come standard anche dagli altri browser (non Internet Explorer ché usava ActiveX), ma da qualche anno si sente la necessità di sostiturlo per la sua intrinseca insicurezza (permettendo l’esecuzione di codice da remoto senza particolari controlli).
Google Chrome è stato il primo browser a non usare questa interfaccia, proponendo una propria alternativa (PPAPI – Pepper Plugin API); per quei plugin giudicati essenziali per una comoda fruizione di internet, ovvero Flash e il visualizzatore PDF, ha lavorato per riscriverli ed usare la nuova interfaccia.
Con HTML5 e le WebAPI il concetto di plugin perde gran parte del significato, in quanto le capacità del browser sono gestibili direttamente dalle pagine web, facendo perdere la necessità di programmi dedicati esterni.