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Windows Subsystem for Linux: performante (quasi) quanto Linux su bare metal!

Per il ciclo “Microsoft ❤ Linux”, torniamo a parlare di WSL, il Windows Subsystem for Linux, che permette ai file binari di Linux di essere eseguiti nativamente su Windows 10 (senza una sola riga di codice del kernel del pinguino!).

Ma questo WSL funziona bene? Potrebbe essere davvero una cosa interessante? Sembrerebbe proprio di sì, stando a quanto riporta Phoronix che ha eseguito dei benchmark facendo girare Ubuntu 16.04 su WSL, VirtualBox e bare metal. La configurazione utilizzata per i benchmark prevede: Intel i9 7900X (stock speed), 4x 4GB Corsair DDR4-3000, NVMe SSD Corsair FORCE 240GB.

Tra i test eseguiti:

  • I/O su SQLite: prevede la scrittura di un determinato numero di inserimenti in un database. Risultato poco decoroso purtroppo: per completare il test, WSL ha richiesto 185.77 secondi, VirtualBox solamente 31.14!
  • TTSIOD Renderer: rendering software che non usa le OpenGPL ma fa affidamento completamente sulla CPU. Inutile dire che su VirtualBox i risultati sono quantomeno tragici (75.66 FPS) mentre su WSL le prestazioni sono anche superiori alla versione bare metal (425.64 FPS vs. 158.97 FPS).
  • Timed Apache Compilation: ricadiamo nella questione I/O scarso; il tempo di compilazione si triplica rispetto ad un bare metal (61.74 sec. vs. 23.72 sec.).
  • Timed Linux Kernel Compilation: VirtualBox e bare metal vanno praticamente di pari passo; WSL richiede quasi 1/4 del tempo in più (121.25 sec. vs. 88.04 sec.)
  • FLAC/LAME Audio Encoding: WSL ha praticamente le stesse prestazioni di un bare metal.

Dai benchmark si evince che la vera pecca di WLS è l’I/O. Microsoft sta lavorando estensivamente sul miglioramento delle perfomance che, al momento, sono ancora nettamente inferiori da quello che può offrire Ubuntu, anche solo tramite VirtualBox. Per quanto riguarda invece il carico sulla CPU, si può tranquillamente affermare che WLS sia al pari di un’installazione nativa su bare metal (e a volte anche meglio, grazie al supporto TurboBoost su Windows).

Microsoft sembra procedere sul binario giusto e questi benchmark potrebbero convincere qualche sviluppatore in più ad avvicinarsi al mondo Linux, senza dover destreggiarsi con improbabili VM performanti come sassi.

I risultati completi sono visionabili qui; tutti i benchmark sono stati effettuati con la Phoronix Test Suite.

  • Sebastiano Nicolò

    Peccato però che tra quando digiti sudo e la richiesta di password, hai il tempo di farti un caffè.