Per OpenStack è ora di… Pike!

Il mondo OpenStack non dorme mai. Sembrano solo passati sei mesi dall’ultima release, Ocata, ed oggi siamo già a parlare di Pike, la nuova release appena annunciata.

Sì, c’è dell’ironia nell’apertura, poiché come sapranno i ben informati i cicli di release di OpenStack sono proprio di sei mesi, e tutto quanto è più vecchio di un anno e mezzo è considerato, uhm, vetusto… Finito… End Of Life, dare un’occhiata qui per capire di cosa si sta parlando 🙂

Non siamo qui a discutere di manutenibilità, aggiornamenti o complessità tecnologica, ma solo per dire che… È ora di Pike.

Dunque che cosa c’è di nuovo in questa release? Principalmente due aspetti:

  1. Composable services: ossi al possibilità di distribuire all’interno degli ambienti i servizi in forma più atomica ed indipendente;
  2. Lifecycle management tools: partendo dal progetto Kolla l’effort degli sviluppatori è stato dedicato al miglioramento delle operazioni di upgrade dei servizi con particolare attenzione a Kubernetes e Ansible;

Altri dati interessanti riportati nell’annuncio riguardano il trend generale del mercato volto sempre più alle soluzioni multi-cloud, ossia il cloud privato misto alle soluzioni commerciali.

OpenStack si propone come lo standard di fatto in quest’ambito, con una crescita che sembra non arrestarsi.

I nuovi deploy vengono indicati come il 44 % in più rispetto allo scorso anno ed un dato inequivocabile c’è: quanti pensavano che OpenStack fosse un fuoco di paglia devono oggettivamente ricredersi, poiché il progetto è più vivo che mai.

Non aspettate troppo in ogni caso a provare Pike, perché Queens sta già scaldando i motori!

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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