Secondo Gemalto il 2017 è stato un anno pessimo per la sicurezza dei dati personali. E siamo solo a metà!

I vostri dati sono al sicuro? Bene, perché nella sola prima metà del 2017 sono stati persi o rubati gli stessi dati dell’intero 2016.

A rivelarlo è la società di sicurezza digitale Gemalto che all’interno del documento Breach Level Index mostra come vengano in media persi 10,4 milioni di record ogni giorno.

I numeri sono piuttosto impietosi: i dati persi o rubati nella prima metà del 2017 sono stati 1,9 miliardi contro gli 1,37 miliardi dell’intero 2016.

Il titolo del documento è eloquente:

Poor Internal Security Practices Take a Toll

che potrebbe essere tradotto con un banale “La poca sicurezza ha un prezzo”. E continuando a guardare i numeri c’è poco da stare allegri.

Le percentuali che analizzano la causa delle perdite sono molto chiare:

  • MALICIOUS OUTSIDER -> 74%
  • ACCIDENTAL LOSS -> 18%
  • MALICIOUS INSIDER -> 8%
  • STATE SPONSORED -> < 1%

Quindi tra attacchi esterni ed interni abbiamo un’esposizione dell’82%, praticamente la quasi totalità dei dati viene perduta a causa di un attacco.

Geograficamente infine, la zona più attaccata (88%) risulta essere il Nord America, seguita da Europa ed Asia/Pacifico entrambe al 5%.

In conclusione, pur considerando l’arbitrarietà dei dati forniti ed il proposito volutamente propagandistico/pubblicitario del documento, viene evidenziato uno stato per il quale c’è veramente poco per cui gioire. Di sicuro la notizia torna utile per rinfrescare la memoria di tutti: quando è stata l’ultima volta che avete fatto backup?

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
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