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Torvalds agli attacker: aiutate Linux prima di farvi prendere dal lato oscuro!

Nel corso dell'intervento tenuto durante l'ultimo Open Source Summit a Los Angeles, Linus Torvalds, reduce da una brutta avventura con dei calcoli ai reni, ha fatto un appello:

There are smart people doing bad things, I wish they were on our side and they could help us

Ci sono persone intelligenti che stanno facendo brutte cose, vorrei che fossero dalla nostra parte ad aiutarci

Il riferimento è a tutti gli attacker dei quali Torvalds si dice stupito per l'ingegnosità nel perorare attacchi. Continuando:

Where I want us to go, is to get as many smart people as we can before they turn to the dark side. We would improve security that way and get those that are interested in security to come to us, before they attack us

Vorrei riuscire a coinvolgere più persone valide possibili prima che passino al lato oscuro. Dobbiamo migliorare la sicurezza in questo senso ed avere coinvolte persone interessate ai temi di sicurezza prima che ci attacchino

Insomma, una vera e propria chiamata alle armi. Basterà l'appeal del glorioso leader e l'indubbio interesse che il progetto Linux suscita nella comunità per trovare cavalieri Jedi schierati dalla parte giusta di questa guerra galattica chiamata sicurezza?

Credo che il tema centrale, a di là del brivido del proibito e l'adrenalina che un attacco porta, passi prima di tutto da un discorso prettamente economico: conviene ad un attacker rimanere dal lato buono della barricata?

Si fa soldi ad esser parte dei buoni? Credo di sì, è solo più difficile. Voi che dite?

  • RiccardoC

    è senza dubbio più difficile fare soldi resistendo alle tentazioni del "lato oscuro".

    Qualunque attività criminale è più redditizia di quelle legali, però anche più rischiosa (si può andare in galera o essere fatti fuori dai rivali, per esempio nel traffico di droga); ma per i pochi che arrivano in cima sono in ballo cifre semplicemente non ottenibili in maniera legale.

  • Concordo.... Purtroppo....

  • RiccardoC

    purtroppo è un discorso assolutamente generale, l'informatica non può fare eccezione, in quanto è una caratteristica dell'essere umano