Let’s Encrypt domina il mercato dei certificati

Oramai i certificati SSL sono -praticamente- la norma: utilizzati per crittografare i dati tra due punti (ad esempio, il vostro browser ed il web server), li troviamo dai siti delle banche ai social network, nei software di chat fino a siti come MiaMammaUsaLinux.org 😉

Questa larga diffusione è data sia dall’evoluzione degli utenti del web (che sempre di più vogliono sicurezza nelle trasmissioni online), sia dal fatto che molti browser e motori di ricerca stanno -o inizieranno a breve- facendo enforcing privilegiando i siti accessibili tramite https rispetto ai normali protocolli in chiaro.

I certificati SSL vengono rilasciati da enti certificatori riconosciuti a livello internazionale e, storicamente, sono sempre stati a pagamento, limitando l’adozione degli stessi alle aziende o, comunque, a chi voleva investire denaro nel proprio sito internet, lasciando indietro chi gestiva un sito come hobby e/o non aveva sufficiente traffico da giustificare la spesa in un mondo che fondamentalmente era aperto a tutti e gratuito, quello del web.

Ha smosso le cose l’arrivo sul mercato di Let’s Encrypt nel 2014: la possibilità di ottenere un certificato SSL in maniera completamente gratuita ha accelerato l’adozione di questa “best practice” del web.

Il compromesso è quello di avere certificati a breve scadenza, ovvero validi per poche settimane, ma grazie agli ottimi tool di automazione forniti da Let’s Encrypt è comunque possibile installare il certificato e -praticamente- dimenticarsene. Se siete interessati ad approfondire la cosa abbiamo scritto un buon tutorial su come fare.

Come dicevamo Let’s Encrypt è diventata non solo uno degli enti certificatori mondiali più importanti, ma sicuramente il più utilizzato, con più del 35% dei certificati web emessi da loro!

(fonte: NetTrack)

Al secondo posto troviamo uno degli storici enti, la COMODO CA Limited che, nonostante la sua presenza sul mercato dal 1998 (esatto, 16 anni in più rispetto a Let’s Encrypt), detiene meno del 20% del mercato. Per un elenco completo vi rimandiamo all’analisi di NetTrack.

Insomma, ancora una volta è dimostrato che le persone tengono alla propria sicurezza, anche se ancora è considerato un “plus” da fare se si riesce; fortunatamente, l’accessibilità della stessa a sempre più basso costo sembra ci porterà veramente verso un web più sicuro.

Utente Linux/Unix da più di 20 anni, cerco sempre di condividere il mio know-how; occasionalmente, litigo con lo sviluppatore di Postfix e risolvo piccoli bug in GNOME. Adoro tutto ciò che può essere automatizzato e reso dinamico, l'HA e l'universo container. Autore dal 2011, provo a condividere quei piccoli tips&tricks che migliorano il lavoro e la giornata.

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