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Ring-KDE 3.0: riscritto e rilasciato

Ring è una piattaforma opensource per chat e telefonate (via internet) con una caratteristica principale: la decentralizzazione.

Nel network di Ring ogni utente, identificato da un numero esadecimale di 40 caratteri, comunica direttamente (p2p o peer-to-peer, se preferite) con gli altri, senza usare server centrali. Grazie a tecniche di DHT (distributed hash tables, tabelle di hash distribuite) ogni client è in grado di rintracciare il client richiesto per poter iniziare una conversazione, o riceverne una; fintanto che il client sarà online, parteciperà alla distribuzione di queste informazioni, senza bisogno di server dedicati allo scopo. Se a qualche vecchio utente di eMule è venuta in mente la rete KAD, ha fatto centro: anche Kadmelia era l’implementazione di una rete DHT.

Esistono client per Windows, Android, Linux,  ed alcuni giorni fa è stato annunciato il rilascio della versione 3.0 del client Ring per KDE, chiamato – con fantasia – Ring-KDE. Questa è una tappa importante, in quanto non è un semplice aggiornamento del software precedente: per poter usare le ultime tecnologie messe a disposizione dal framework QT è stato più facile riscrivere che aggiustare.

Si è colta l’occasione per poter cambiare un poco l’impostazione del software: da telefono IPmessenger universale. Il centro della conversione è la timeline, ovvero organizzare tutto per eventi nel passato; per esempio, in questa nuova ottica, la ricerca di un contatto avviene principalmente nella timeline, la storia delle chiamate, piuttosto che nella rubrica.
Il concetto di timeline coinvolge anche le chat, che fa anche da registro delle chiamate – similmente a quanto accade già da tempo con Skype, Whatsapp o Telegram.
Altri miglioramenti sono stati fatti nella gestione delle videochiamate, nonché nella condivisione del desktop.

Insomma, grandi cambiamenti, che rendono moderno questo software: ora parte la caccia ai bug e al miglioramento delle prestazioni, ma la presentazione è interessante. Sicuramente vale una prova: è FOSS (Free Open Source Software – software open-source gratuito)!

Ho coltivato la mia passione per l’informatica fin da bambino, coi primi programmi BASIC. In età adulta mi sono avvicinato a Linux ed alla programmazione C, per poi interessarmi di reti. Infine, il mio hobby è diventato anche il mio lavoro.
Per me il modo migliore di imparare è fare, e per questo devo utilizzare le tecnologie che ritengo interessanti; a questo scopo, il mondo opensource offre gli strumenti perfetti.