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OpenStack Summit Berlino 2018: l’ultimo della sua specie

Nel corso dell’OpenStack Summit in corso Berlino, Jonathan Bryce, l’Executive Director del progetto ha spiegato come questo sarà l’ultimo Summit con questa denominazione e verrà rimpiazzato dall’Open Infrastructure Summit.

Come racconta ZDNet la motivazione va ben al di là del nome. Le evoluzioni del progetto lo rendono infatti abile a coprire lo spettro completo di esigenze cloud e, pertanto, limitarsi al solo ambito IaaS (Infrastructure As A Service) è ormai limitante. Basti pensare ai vari annunci avvenuti nel corso dell’evento: Red Hat ha annunciato la versione 14 di Red Hat OpenStack Platform, totalmente incentrata sul provisioning baremetal e sull’integrazione con OpenShift. La volontà è perciò quella di rendere OpenStack il perfetto ambiente per far funzionare… OpenShift!

La fotografia degli attuali trend di mercato è tutta qui: container con Kata Containers e Airship (un frontend di Kubernetes), edge computing con StarlingX e continuous integration/continuous delivery (CI/CD), mediante Zuul.

Confusi? Troppi nomi? Siete ancora alla ricerca del modo di far scalare la vostra architettura LAMP a cui eravate tanto affezionati e queste nuove tecnologia vi fanno tutte paura? Bene, sappiate che una buona notizia in tutto questo c’è: non siete soli.

E non vi preoccupate, MMUL si sta predisponendo per aiutarvi 🙂

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale http://www.miamammausalinux.org per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.