Gli Asian Penguins e l’utilizzo di Linux per educazione, formazione e riciclo


L’autore Bryan Lunduke di Linux Journal condivide con i suoi lettori un’interessante storia: nella sua gioventù i giovani vedevano circolare solamente workstation Apple Computers all’interno delle proprie classi e, nel futuro, questa mossa di Apple avrebbe giovato enormemente all’azienda tanto da rendere l’azienda di Cupertino leader del mercato, i dati di vendita lo continuano a dimostrare.

Pensando a Linux, ed a come non ci sia mai stato un unico vendor dietro a questo prodotto, le cose si complicano: come si fa a promuovere l’adozione del Pinguino in giro per il mondo?

Bene, alla Hmong charter school in Minnesota, America, ciò che i ragazzi vedono circolare sono computer Linux. Anzi, molto di più, infatti gli Asian Penguins, questo il nome del gruppo, si pongono come obiettivo il recupero, il riciclo e la rimessa in funzione di vecchi computer mediante Linux.

Il gruppo è stato fondato nel 2012 da Stuart Keroff e si rivolge a studenti del sesto, settimo e ottavo grado di studio (quindi all’incirca tra le nostre medie e le superiori) per la scuola, il divertimento, la comunicazione ed aiutare gli altrifor school, for fun, for communication, and to help others”.

La loro missione è semplice:

Changing the world, one computer at a time.

Cambiare il mondo, un computer alla volta.

E la loro visione molto interessante:

The Asian Penguins exist to have fun and experience freedom through Linux and open source software, to share that fun and freedom with others, and to use open source software to help as many people as possible.

Gli Asian Penguins esistono per divertirsi e sperimentare la libertà attraverso Linux ed il software open-source, per condividere quel divertimento e quella libertà con gli altri e per utilizzare il software open-source per aiutare più persone possibili.

Nel corso degli anni più di 200 ragazzi si sono occupati del recupero di hardware e della sua installazione con Linux e della donazione dello stesso alle famiglie, alle associazioni ed ovunque ci sia bisogno. Insomma vero e proprio (oltre che utile) volontariato in salsa Linuxiana, il tutto con l’intento di imparare come funziona Linux.

Mica male eh?

Quando si legge di queste storie, non si può far altro che essere felici, entusiasti e perché no, anche un po’ più sereni verso il futuro.

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