Red Hat raccoglie il testimone di Oracle nella gestione di OpenJDK 8 e 11

Come annunciato su vari canali online, tra cui InfoWorld e DevClass, Red Hat si prenderà la responsabilità di curare i futuri sviluppi e la sicurezza di due versioni legacy della piattaforma OpenJDK: la 8 e la 11.

Se vi state chiedendo che fine abbiano fatto le release 9 e 10 esse erano considerate sin dall’inizio short-term releases, quindi di fatto sono già scadute.

Importate sottolineare come con “futuri sviluppi” non si intenda lo sviluppo di nuove funzionalità, bensì il mantenimento del codice attuale e la risoluzione dei bug che emergeranno nel frattempo.

Curioso il fatto che OpenJDK 12, rilasciato nel marzo di quest’anno, continuerà ad essere sviluppato e manutenuto da Oracle, così come OpenJDK 13, previsto più avanti nel corso di quest’anno. In questo senso appare quasi grottesco come il codice prodotto da Red Hat potrebbe comunque finire nelle versioni di Java gestite da Oracle e da altri membri della community Java.

La spiegazione insomma è tutta nel pesante impiego che Red Hat fa di OpenJDK oggi e dei suoi sviluppi futuri. A breve verrà infatti resa disponibile una versione di OpenJDK per Windows, comprensiva di IcedTea-Web, l’implementazione free software di Java Web Start.

Se i conti non vi tornano non vi stupite, ma in realtà non esiste nessun mistero, la mossa è nell’interesse di entrambe le parti coinvolte: IBM (perché vi ricordate vero che Red Hat ormai è una creatura di Big Blue?) e Oracle.

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