Huawei vende (in Cina) notebook MateBook con preinstallato Linux

L’azienda cinese Huawei ha cominciato a vendere sul sito vmall.com alcuni modelli di ultrabook che produce, nello specifico Matebook 13, Matebook 14 e Matebook X Pro, con Linux preinstallato.

Come racconta TechRepublic, la notizia rappresenta il primo passo verso l’indipendenza nei confronti dei sistemi operativi Microsoft che segue il bando da parte del governo degli Stati Uniti d’America nei confronti dell’azienda cinese, di cui abbiamo recentemente discusso.

Chiaramente la scelta di un sistema operativo non poteva che cadere su Linux – la distribuzione si chiama Deepin Linux – per tutta una serie di ragioni logiche, l’essere open-source in primis, con il conseguente altissimo grado di personalizzazione.

Analizzando le specifiche hardware di questi laptop è chiaro come si piazzino ad un livello molto alto, che rivaleggia in termini di estetica e performance con i modelli concorrenti in commercio prodotti da Apple, Dell, Lenovo e Microsoft stessa:

Il prezzo poi è altamente competitivo, tanto per intenderci il MateBook 13, con processore Intel i5, 8GB di RAM e hard disk da 512 GB costa 5399 Yuan, che corrispondono a circa 690 euro.

Quando questi dispositivi potranno essere disponibili al di fuori della Cina non è dato di saperlo al momento, ma c’è da scommettere che non passerà molto tempo. La fetta di mercato degli ultrabook sarà certamente terra di conquista per tutte le grosse aziende produttrici nei prossimi anni e l’imprevedibilità della questione bando U.S.A. giocherà certamente un ruolo rilevante in tutto questo processo.

Di buono c’è che, come utenti Linux, gioveremo certamente dell’ingresso di un colosso simile nella famiglia: dallo sviluppo dei driver all’esperienza desktop sarà l’utente finale a beneficiarne, sempre che lo spirito open-source venga mantenuto intatto, e non c’è ragione di credere il contrario.

In tutto questo rimane l’incognita CPU che, al pari di Microsoft, essendo fornita da Intel potrebbe rientrare nei vari bandi di fornitura. Quindi forse vediamo troppo in là, ma la prima CPU completamente ingegnerizzata e prodotta in Cina non è così lontana. A quel punto chi avrà più bisogno dell’America?

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