Kubernetes 1.18 è stato rilasciato ed è pieno di nuove feature. Su tutte, il debug diventa più semplice!

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A bit quarky

Si chiama così l’ultima release di Kubernetes, un poco quindi eccentrica, bizzarra, particolare. Certo quando si parla di software non sono questi i primi aggettivi che vengono in mente, ma uno degli obiettivi della release vuole essere quello di celebrare le idee non convenzionali e quanto di buono per l’innovazione può fare la diversità.

Tra le varie nuove feature introdotte dalla versione 1.18, il Kubernetes Topology Manager, un componente di kubelet che centralizza e coordina l’assegnamento hardware delle risorse. Al momento è in beta, ma chiaramente disponibile per l’utilizzo.

Altra beta interessante è rappresentata dalla componente Serverside Apply, che consente di tracciare e gestire tutti i cambiamenti apportati alla configurazione degli oggetti di Kubernetes, permettendo di capire come e quando le modifiche sono state apportate.

La sezione ingress è stata estesa con un nuovo campo chiamato pathType (utile per identificare i path dichiarati) e la risorsa IngressClass (che descrive la tipologia nel cluster Kubernetes).

Nell’ambito debug è stato introdotto il nuovo comando kubectl debug (al momento lo stato della feature è alpha) che dà la possibilità analizzare il comportamento dei pod all’interno del cluster. Di tutte, questa nuova funzionalità viene giudicata invaluable all’interno dell’annuncio, e non possiamo che essere d’accordo.

L’ultima nuova feature introdotta (sempre in alpha) è la possibilità di accedere nativamente in maniera privilegiata agli storage Windows, utilizzando il Windows CSI (Container Storage Interface).

Qualche accorgimento andrà preso in fase di installazione (si veda la sezione “No, really, you MUST read this before you upgrade” dell’annuncio), in quanto potrebbe non essere così immediato il riutilizzo di quanto sviluppato sino ad oggi, in particolare per quanto riguarda le opzioni di installazione, la gestione dei certificati e la rimozione di alcuni flag in precedenza supportati.

Dubbi su come e se procedere con l’upgrade? Fatevi un’idea leggendo le chiarissime pagine di istruzioni delle varie versioni, in particolare “Upgrading kubeadm clusters from 1.17 to 1.18“. Tutto sarà più chiaro!

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
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