Piccole buone notizie OpenSource ai tempi del Corona Virus

Come se la passa il mondo IT in questa che sta diventando la nostra (strana) quotidianità? Come se la passano i lettori del blog? Noi speriamo bene e cerchiamo di continuare a raccontare quello che ci succede intorno non come fosse tutto nella norma, ma cercando di rendere almeno le notizie… Normali.

Tra le tante sfide portate dal Corona Virus in questi tempi complicati ce n’è una che merita un occhio di riguardo per chi, come noi, utilizza i servizi internet per lavorare: la disponibilità dei servizi.

Se è vero che Netflix, Disney+, Amazon Prime e tutti gli altri servizi di streaming video hanno iniziato a ridurre la banda in seguito all’incremento della fruizione dei servizi, i fornitori delle infrastrutture su cui questi si basano hanno iniziato a loro volta a preoccuparsi della questione.

Nel cloud di Azure ad esempio, è stato rilevato un incremento del 775% di utilizzo e Microsoft ha dichiarato di dare priorità ai servizi considerati essenziali e di gestione delle emergenze mediche, quali call-center, forniture mediche, spedizioni, screening e via così. Ma appare chiaro, per Azure, così come per anche gli altri provider, come sia inevitabile l’incremento di quelle che sono le infrastrutture in termini di capacità. Il messaggio che però tutti stanno cercando di passare pare essere comune: ce la stiamo facendo.

La situazione sembra stabilizzarsi, ed altre tiepide buone notizie affiorano. Leggete quanto raccontato da thenewstack.io: i modelli computazionali proposti da Micheal Levitt, biofisico premio nobel nel 2013, raccontano di segnali di miglioramento che fanno ben sperare sull’andamento dell’epidemia, il che significa come al di là delle sterili polemiche politiche che non aiutano nessuno, molte persone stanno facendo la loro parte.

Prendete ad esempio il MIT, che ha reso open-source il design di ventilatori economici, in risposta alla richiesta costante dovuta a questa maledetta patologia che intacca principalmente le vie respiratorie. O il progetto OpenCovid19, che si pone come obiettivo la diffusione di kit a basso costo ed open-source per il rilevamento di infezioni da Covid19.

Esiste persino https://helpwithcovid.com/ una pagina che raccoglie l’elenco di tutti i progetti a tema Covid19 che necessitano di volontari, in forma totalmente aperta.

Se una cosa sta insegnando questo momento storico è che per uscire da situazioni complicate come quella attuale l’unione fa la forza. Chi come noi crede da sempre con orgoglio in quella che forse è l’utopia della collaborazione aperta ha di che essere felice: non è pià uno slogan, essere aperti, salva.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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