humanID Project, identità digitali libere e indipendenti dai BOT sono solo un’utopia?

L’organizzazione non-profit humanID ha uno scopo molto ambizioso: offrire una piattaforma che consenta l’autenticazione in modalità single sign on ai servizi online in maniera indipendente, senza cioè doversi appoggiare alle grosse corporation quali Google o Facebook e chi più ne ha, più ne metta.

Degli obiettivi dell’organizzazione ne parla in maniera approfondita questo articolo di linux.com, riportando le parole di uno dei fondatori, Bastian Purrer:

With humanID, everyone can use services without giving up privacy or having their data sold. Bot networks are automatically excluded, while applications can easily block abusive users and trolls, creating more civil digital communities

Con humanID, tutti possono utilizzare i servizi senza rinunciare alla privacy o veder venduti i propri dati. Le reti bot sono automaticamente escluse, mentre le applicazioni possono facilmente bloccare gli utenti abusivi e i troll, creando più comunità digitali civili

È quindi intorno alle reti BOT che si svolge la battaglia di humanID. Rilevando infatti il peso, sempre più determinante, che le reti BOT hanno avuto e stanno avendo non solo negli eventi politici (si pensi alle polemiche sulle ultime elezioni americane), ma in generale nel nostro quotidiano si capisce molto in fretta quanta importanza possa ricoprire

Certo i fondatori dell’organizzazione non mancano di ambizione:

Fixing the Internet is the core mission that unites all three co-founders. Having witnessed how public opinions and sentiments are swayed by fake accounts, we believe that restoring online identity is the first step to restoring authenticity and accountability on the Internet

Riparare Internet è la missione fondamentale che unisce tutti e tre i co-fondatori. Avendo assistito a come le opinioni e i sentimenti dell’opinione pubblica siano influenzati da falsi account, crediamo che il ripristino dell’identità online sia il primo passo per ripristinare anche l’autenticità e la responsabilità su Internet.

Ma è evidente come quanto sollevato sia un problema reale ed effettivo, che anche i non addetti ai lavori possono comprendere fino in fondo nel quotidiano.

Ciliegina sulla torta di quest’utopia dalle fondamenta solidissime è la tecnologia alla base:

The Internet is built on layers of open-source, free-to-use protocols. humanID is created in this tradition. The solution hashes users’ phone numbers and email addresses, securing them safely away from hackers and media giants. Each user will have a unique hash for each application he or she signs on so there’s no cross-referencing

Internet è costruita sull’open-source e su protocolli liberi di usare. humanID è stato creato in questa tradizione. La soluzione ha i numeri di telefono e gli indirizzi e-mail degli utenti, e li protegge in modo sicuro da hacker e giganti dei media. Ogni utente avrà un hash unico per ogni applicazione su cui si firma, in modo che non ci siano riferimenti incrociati.

Sicurezza e rispetto della privacy, con un solido fondamento open-source. Il vero punto forte del progetto è quindi l’accessibilità della tecnologia la quale, in quanto open, promette di essere massima:

Our database stores users’ country codes, but relinquishes access to the rest of the information we hash. We are using OAuth at the moment, but actively exploring tech that enhances the security of humanID. Developers can implement the social login within a few hours of work

Il nostro database memorizza i codici paese degli utenti, ma rinuncia all’accesso al resto delle informazioni che abbiamo. Al momento stiamo usando OAuth, ma stiamo attivamente esplorando la tecnologia che aumenta la sicurezza dell’humanID. Gli sviluppatori possono implementare il social login entro poche ore di lavoro

Che stia cambiando il vento? Certo l’analisi sommaria di questo progetto lo fa pensare. Questa settimana va registrata anche l’uscita di IBM dal business del riconoscimento facciale la quale, sebbene legata a ragioni a tema razziale, è un’ottima rappresentazione di come il tema privacy sia decisamente all’ordine del giorno di tutte le grandi corporation.

Poco altro da aggiungere, se non che ci auguriamo di poter vedere humanID come scelta potenziale di tutti i più diffusi social nel più breve tempo possibile.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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