GNOME farà il salto di versione, con cambio di schema.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una corsa vertiginosa dei numeri delle versioni di alcuni programmi: Dropbox 105, Chrome 82, Firefox 80, Java 15… sembra non si salvi proprio più nessuno.
Il prossimo candidato è GNOME, che passerà dalla attuale 3.38 direttamente alla 40.0, entro 6 mesi.
Mandato in soffitta anche il sistema di identificazione pari/dispari per indicare rispettivamente i rilasci stabili e di sviluppo. Ma del resto, anche il Kernel ha abbandonato tale schema parecchio tempo fa. Quindi 40.0, 40.1, 40.2, etc…

Il salto è giustificato solo dal fatto che dopo 10 anni il numero della minor stava diventando tanto alto da essere strano… Ma sinceramente, tanta differenza tra 3.40 e 40.0 non la vediamo.

Questa tendenza forse è dettata da marketing, o da una semplificazione bigger, better (più grande è, meglio è). Ma possiamo dire essere tanto diffusa da vederla anche in Windows stesso, fermo alla versione 10. E il tracciamento di nuove funzioni e caratteristiche è legato al numero di build.

La questione sembra proprio da poco, visto che si tratta solo di un modo di etichettare un programma e tracciarne lo sviluppo. Ma la scelta ha implicazioni che potremmo definire “filosofiche”, come si intuisce dall’ultima delle “Frequently Asked Questions” (Domande e Risposte) inserite nel post di annuncio:

Q: This is nonsensical. Why do you want to change the versioning scheme at all? It’s just numbers!
A: Numbers, like words, have meaning, and tell a story. With a change in the versioning scheme we wish to communicate the fact that GNOME doesn’t see major versions of the development platform as the driving force behind major changes in its user experience; and that radical changes to the user experience are going to be introduced progressively, so that we can refine and iterate over them in time, instead of dumping them in our users lap.

D: Questo è senza senso. Perché dovresti cambiare davvero lo schema di versionamento? Son solo numeri!
R: I numeri, come le parole, hanno un significato, raccontano una storia. Con un cambio di schema di versionamento vogliamo comunicare il fatto che GNOME non vede le major version della piattaforma di sviluppo come una forza trainante dietro i cambiamenti maggiori nella sua esperienza utente; e che cambiamenti radicali della esperienza utente saranno introdotti progressivamente, così da poter rifinirli e reiterarli nel tempo, invece di gettarli addosso ai nostri utenti.

Forse il salto da GNOME 2 a GNOME 3, e il disorientamento creato, sta ancora facendo paura…

E voi che dite, ha senso parlare di versioni? Ha qualche significato quel numero o si tratta solo di un conteggio?

Ho coltivato la mia passione per l'informatica fin da bambino, coi primi programmi BASIC. In età adulta mi sono avvicinato a Linux ed alla programmazione C, per poi interessarmi di reti. Infine, il mio hobby è diventato anche il mio lavoro.
Per me il modo migliore di imparare è fare, e per questo devo utilizzare le tecnologie che ritengo interessanti; a questo scopo, il mondo opensource offre gli strumenti perfetti.

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