Saturday’s Talks: ha senso investire tempo in progetti OpenSource… Di nicchia?

9

Qualche giorno fa, scorrendo le notizie riguardo il mondo Linux ed open-source, sono incappato in un post su Hackaday nel quale si mostra una prima versione di un sistema operativo open-source per il device reMarkable. Per chi non lo conoscesse, si tratta di un tablet e-ink pensato per sostutire la carta mantenendo una sensazione di scrittura il più simile possibile a quella di matita e carta fisiche.

To that end, remarkable was designed to mimic the feeling of writing on actual paper as closely as possible. But like so many modern gadgets, it’s unfortunately encumbered by proprietary code with a dash of vendor lock-in.

Alla fine, remarkable è pensato per mimare la sensazione di scrivere su un vero pezzo di carta il più possibile. Ma come molti gadget moderni, è sfortunatamente ripieno di codice proprietario ed un pizzico di lock-in del vendor.

Allo sviluppatore Davis Remmel però non andava bene tutta questa chiusura e, dopo parecchio lavoro, ha portato Parabola, una distribuzione Linux basata su Arch e che segue pedissequamente le linee guida per sistemi liberi del progetto GNU, su questo device.

Certo, probabilmente non è il display migliore per riprodurre musica o giocare agli ultimi giochi, ma per editare documenti (anche non originariamente supportati dal dispositivo) può andare bene. Ah, piccola nota: il WiFi attualmente non viene supportato perchè necessità di un firmware proprietario per funzionare.

Ma la cosa che ci ha colpito molto sono i commenti che sono scaturiti da questo post e, più in generale, la domanda che viene da porsi è proprio quella che avete letto nel titolo di questo articolo: ha senso investire tempo in progetti OpenSource di nicchia?

Se da una parte qualcuno si chiede:

The point of an e-ink reader pad is that it runs a month on a charge and it’s always ready to use. Installing a standard linux distro on it kinda destroys the functionality. Looking at the video, it takes almost a minute to boot up, and the desktop interface is really unsuited for the display; graphics glitches galore and everything is incredibly slow, including the input lag of the pen which is painfully apparent and will mess up your writing.

What’s the point of replacing a purpose-built OS with a free OS, if at the same time you’re making the device practically useless?

Lo scopo di un tablet e-ink è quello di poter durare un mese con una ricarica ed essere sempre pronto all’uso. Intallarci una distribuzione Linux standard su di esso praticamente distrugge queste funzionalità. Guardando il video [disponibile sul sito di Remmel, ndt.], impiega circa un minuto per avviarsi, e l’interfaccia desktop è proprio inadatta al display; problemi grafici a parte, tutto è incredibilmente lento, includendo un ritardo nell’input con la penna che sembra davvero fastidioso e rende problematica la scrittura.

Qual è il punto di rimpiazzare un OS specializzato con uno libero, se allo stesso tempo stai rendendo il device praticamente inutile?

Dall’altra alcuni utenti rispondono che adesso tutto è pronto per poter migliorare la cosa, e questo è il vero punto del lavoro di Davis.

Ma la domanda continua a sorgere: se questo sviluppatore invece di impiegare ore (se non giorni) per adattare Parabola a questo dispositivo (che possiamo tranquillamente considerare di nicchia), avesse impiegato quel tempo nello sviluppo di Parabola stesso (o di sua madre, Arch Linux), non sarebbe stato più utile per la comunità?

Il bello di questo nostro “mondo digitale” è che possiamo fare praticamente di tutto con il nostro amato sistema operativo, da installarlo sul nostro laptop preferito a farlo girare sui dispositivi più improbabili, ma non vi siete mai chiesti se tutto il tempo che appassionati, sviluppatori, o più generalmente hacker (nel senso più puro del termine) fosse stato speso sul nostro kernel o sulle distribuzioni, al momento non guarderemmo a “L’anno di Linux sul desktop” come ad un evento passato?

Fateci sapere il vostro punto di vista nei commenti!

Utente Linux/Unix da più di 20 anni, cerco sempre di condividere il mio know-how; occasionalmente, litigo con lo sviluppatore di Postfix e risolvo piccoli bug in GNOME. Adoro tutto ciò che può essere automatizzato e reso dinamico, l’HA e l’universo container. Autore dal 2011, provo a condividere quei piccoli tips&tricks che migliorano il lavoro e la giornata.