ChromeOS: il supporto per le applicazioni Linux esce dalla fase beta

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Sono passati quasi tre anni dall’annuncio di quello che all’epoca fu chiamato Project Crostini, progetto nato per integrare il supporto per le applicazioni Linux sui Chromebook, che nativamente usano Chrome OS.

Negli scorsi giorni, durante la Google I/O 2021 developer session, è arrivato l’annuncio ufficiale: il progetto esce dalla fase beta e nella prossima versione, la 91, entrerà nel canale stable.

Chrome OS, che quest’anno compie 10 anni, è già basato su Linux ma solo dal 2018 Google si è messa all’opera per renderlo sempre più compatibile con le applicazioni Linux, da affiancare alle app Android.

Durante la fase di sviluppo l’operatività era piuttosto limitata e macchinosa anche per cose estremamente basiche come la gestione dei file creati dalle applicazioni Linux che di fatto venivano relegate in una “bolla” isolata da Chrome OS oppure l’utilizzo del terminale per installare alcune GUI necessarie ai software. Tutto per nulla user friendly (e anche scomodo).

Emilie Roberts, sviluppatrice Google, ha elencato alcune delle migliorie implementate in questo layer: un nuovo terminale, un processo di aggiornamento dei container Linux più rapido e che avviene in contemporanea con l’aggiornamento di Chrome OS, un supporto USB migliorato e l’accelerazione GPU.

Nel keynote infine Google annuncia che nel corso dell’anno verranno rilasciati cinquanta nuovi Chromebook, non male come gamma di dispositivi su cui lanciare questa nuova funzionalità.

Riuscirà a convincere qualche utente Linux ad avvicinarsi ai Chromebook?

Affascinata sin da piccola dai computer (anche se al massimo avevo un cluster di Mio Caro Diario), sono un’opensourcer per caso, da quando sono incappata in Mandrake. Legacy dentro. Se state leggendo un articolo amarcord, probabilmente l’ho scritto io.