Il progetto Ansible nella prossima release adotterà un linguaggio più inclusivo

Abbiamo trattato parecchio nel passato l’argomento della revisione delle terminologie usate nell’ambito informatico che, a ragione o meno, possono risultare offensive. Dal semplice concetto di “master/slave”, troppo esplicito secondo alcuni, per arrivare ai termini di whitelist/blacklist che, manco a dirlo, sono quantomeno attuali nel loro utilizzo.

Un nuovo tassello lo aggiunge alla discussione il progetto Ansible, deprecando terminologie che sono da sempre utilizzate nei processi informatici. Con questa semplice tabella, ecco spiegato cosa cambia e come:

Deprecated termNew term available in Ansible Core 2.11
whitelist (e.g., callback_whitelist, DEFAULT_CALLBACK_WHITELIST)enabled (e.g., callback_enabled, CALLBACKS_ENABLED)
blacklist (e.g., BLACKLIST_EXTS, BLACKLIST_DIRS)reject (e.g., REJECT_EXTS, REJECTLIST_DIRS)
master machine / nodecontroller machine / node

A partire quindi dalla release 4.0 del pacchetto Ansible, che verrà rilasciata il 18 maggio 2021, quindi la prossima settimana, il cambiamento sarà effettivo.

Come si raccontava in apertura è da molto tempo che il tema è affrontato dalle community dei progetti, tanto che è stata creata un’iniziativa comune, denominata appunto “Inclusive Naming Initiative”, il cui scopo è proprio quello di portare all’attenzione del pubblico la tematica. Le organizzazioni che vi partecipano sono parecchie: Red Hat, CISCO, VMWare e la Linux Foundation.

Quest’ultima in particolare si è sempre dimostrata molto attenta sul tema, riportando recentemente anche un articolo apparso sul New York Times il 13 aprile, dal titolo “‘Master,’ ‘Slave’ and the Fight Over Offensive Terms in Computing“.

Pur rimanendo dell’idea che non possono essere i termini in sé ad essere offensivi quanto il contesto ed il come questi vengono utilizzati, non possiamo fare a meno di notare come, a fronte di un momento storico particolarmente acceso sul fronte dei diritti quale questo che stiamo vivendo, evidentemente anche i termini hanno un loro peso.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

3 risposte a “Il progetto Ansible nella prossima release adotterà un linguaggio più inclusivo”

  1. Avatar Guglielmo Cancelli
    Guglielmo Cancelli

    è vero che la malizia è negli occhi di chi guarda ?
    whitelist/blacklist mi sono accorto solo adesso che potrebbe far pensare ad una lista di bianchi e una lista di neri.

  2. Avatar Guglielmo Cancelli
    Guglielmo Cancelli

    è vero che la malizia è negli occhi di chi guarda ?
    whitelist/blacklist mi sono accorto solo adesso che potrebbe far pensare ad una lista di bianchi e una lista di neri.

  3. Avatar Raoul Scarazzini

    Sì, penso sia come dici tu. Io stesso sono sempre stato molto, molto scettico su questo tema particolare, ma devo ammettere che la storia recentemente mi sta insegnando a non dare per scontate su scala globale cose che nel mio piccolo lo sono. Quindi in poche parole mi sto ricredendo: credo che adottare politiche di questo tipo, in maniera graduale e trasparente, sia una cosa giusta.

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