Mentre Red Hat mette una zampa in EPEL, CloudLinux offre supporto a vita agli utenti CentOS 8

A quanti sono rimasti scottati dall’ultima esperienza con CentOS 8, finita fuori supporto da parte di Red Hat in virtù della creazione di CentOS Stream, saranno tremate le gambe nel leggere quanto riportato da Phoronix: alcuni sviluppatori Red Hat si prenderanno cura del repository EPEL (Extra Packages for Enterprise Linux).

Battute a parte (così era iniziata anche con CentOS), le intenzioni di Red Hat sono più che sensate:

We are pleased to announce that Red Hat is establishing a small team directly responsible for participating in EPEL activities. Their job isn’t to displace the EPEL community, but rather to support it full-time. We expect many beneficial effects, among those better EPEL readiness for a RHEL major release. The EPEL team will be part of the wider Community Platform Engineering group, or CPE for short.

Siamo lieti di annunciare che Red Hat sta creando un piccolo team direttamente responsabile della partecipazione alle attività di EPEL. Il loro lavoro non è quello di rimpiazzare la comunità EPEL, ma piuttosto di supportarla a tempo pieno. Ci aspettiamo molti effetti benefici, tra cui una migliore preparazione di EPEL per una major release di RHEL. Il team EPEL sarà parte del più ampio gruppo Community Platform Engineering, o CPE in breve.

Ma si sa, la via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni. Detto che la specifica “Il loro lavoro non è quello di rimpiazzare la comunità EPEL” fa sorridere, come sempre bisognerà misurare tutto alla prova dei fatti.

Speriamo bene.

C’è però, sempre nell’ambito CentOS una buona notizia per quanti avevano impostato i propri datacenter su CentOS 8, ormai senza supporto da parte di Red Hat: CloudLinux, l’azienda che produce la distribuzione alternativa a CentOS chiamata AlmaLinux, ha annunciato che supporterà gli utenti CentOS 8 fino al 31 dicembre 2025, fino al raggiungimento cioè del ciclo naturale di vita della distribuzione.

Il tutto come parte del progetto denominato TuxCare Extended Lifecycle service for CentOS le cui cifre e prezzi sono ricavabili contattando direttamente la società.

Immaginiamo, ma è solo pura speculazione, che se il tutto dovesse esser parte della migrazione ad una delle distribuzioni fornite da CloudLinux, come AlmaLinux, allora le cifre non saranno esorbitanti. Ma lo ripetiamo: sono mere speculazioni.

Rimane comunque una valida alternativa per gli utenti CentOS che consentirà quantomeno di non dover correre per rimpiazzare decine, se non centinaia, se non migliaia di server.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
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