Systemd fa capolino su WSL grazie a Ubuntu

Che lo si ami, lo si sopporti solo o lo so si odi, non è possibile ignorare systemd se si usa un sistema Linux. Di fatto, è il sistema di init più diffuso e usato, pressoché imposto dalle distribuzioni più diffuse.

Per WSL sembrava impossibile l’uso di questo strumenti, vista anche la difficolta nel definire la funzione di un sistema di init in qualcosa che dovrebbe essere solo uno strato di compatibilità – anche se sappiamo bene essere ormai una vera e propria macchina virtuale apposita. Ma a quanto pare systemd è davvero uno standard, tanto da sentirne la mancanza.

Forse proprio in forza di segnalazioni di quel tipo, Canonical sembra stia lavorando per integrare a breve systemd nella sua distribuzione per WSL, permettendo di avere servizi da avviare, anche in automatico alla partenza dell’istanza WSL.

Al momento sappiamo solo di una PoC (Proof of Concept, prova dimostrativa) – come fa notare Phoronix -, e la notizia nasce da un semplice appunto degli avanzamenti settimanali dello sviluppo:

PoC of systemd on WSL at startup of an instance.

PoC di systemd su WSL all’avvio di una istanza

Ma tanto basta per dire che Ubuntu sta andando in quella direzione.

In realtà Ubuntu non è il primo a permettere l’uso di systemd: esiste Distrod, con esattamente la stessa missione. Ma il senso di sicurezza nell’usare una distribuzione direttamente confezionata dal produttore, e non “composta” in qualche modo, può fare la differenza, non credete?

Ho coltivato la mia passione per l’informatica fin da bambino, coi primi programmi BASIC. In età adulta mi sono avvicinato a Linux ed alla programmazione C, per poi interessarmi di reti. Infine, il mio hobby è diventato anche il mio lavoro.
Per me il modo migliore di imparare è fare, e per questo devo utilizzare le tecnologie che ritengo interessanti; a questo scopo, il mondo opensource offre gli strumenti perfetti.

14 risposte a “Systemd fa capolino su WSL grazie a Ubuntu”

  1. Avatar Geek Falcon
    Geek Falcon

    Uno dei motivi è perchè rompe con la regola che nel mondo Linux, ossia c’è un software ad-hoc per fare ogni cosa e non un software che fa tutto. Un software ad-hoc può essere ottimizzato per quel compito mentre un software che fa tutto, per fare ciò che fa, deve scendere a compromessi.

    systemd è decisamente più complesso di sys-v init e fa molte più cose. Le cose più complesse, generalmente, nell’informatica non hanno vita lunga per via della regola KISS (keep it simple, stupid), poi ci sono anche altri motivi più tecnici.

  2. Avatar Simone
    Simone

    Scusa ma ci sono inesattezze in quello che dici. Systemd non è affatto un unico programma che fa tutto, è un insieme di diverse componenti ed è modulare, tutto viene spiegato su https://0pointer.de/blog/projects/the-biggest-myths.html
    Come definito sul sito ufficiale, si tratta di “a suite of basic building blocks for a Linux system”, in sostanza un pacchetto di utilità per l’amministrazione. C’è qualcosa di sbagliato in questo?
    Altra cosa molto importante è che systemd si lega a doppio filo con le funzionalità di Linux.
    Altri motivi per cui systemd debba essere ritenuto indesiderabile francamente non ne vedo.
    È forse un software scadente? Ha difetti? Il kernel Linux forse ti sembra meno complesso? Specialmente ora che include una vpn all’interno? ZFS e btrfs come la mettiamo? Li critichiamo perché inglobano volume management e filesystem in un unico strumento? Aspetta, ZFS può permetterti anche di soppiantare /etc/fstab. È forse per questo oggetto di critica? Non mi risulta.
    Per tornare a systemd, risulta molto comodo per gestire vari aspetti del sistema, usando comandi con una sintassi semplice; le cose si fanno alla stessa maniera in tutte le distribuzioni che lo usano; d’altra parte, si interviene con le modifiche “al volo”, senza necessità di editare i files di configurazione, quindi una modalità un po’ poco ortodossa per l’utente vecchio stampo. Si avvicina più alla command line di Windows forse in questo senso, ma ciò non può costituire motivo di critica negativa fine a sé stessa.

  3. Avatar Simone
    Simone

    Oltre al fatto che si dice sopra: “Di fatto, è il sistema di init più diffuso e usato, pressoché imposto dalle distribuzioni più diffuse.”
    Come se usando altri sistemi si possa scegliere. Qualsiasi sistema impone qualcosa, perché ci sono scelte fatte dai programmatori. Se usi FreeBSD non cambi l’init, o comunque non in via ufficiale né supportata. Se non vuoi systemd, usi Void Linux o BSD

  4. Avatar Geek Falcon
    Geek Falcon

    Anche Windows non è un programma unico ma un insieme di componenti 🙂
    “systemd si lega a doppio filo con le funzionalità di Linux” esatto, è pervasivo. Farne a meno è sempre più difficile. ZFS e BRTFS sono altamente facoltativi.
    La questione di Linux come kernel è semplice: non vuoi linux come kernel? Puoi sempre usare Mac OS o FreeBSD (o Windows). Io vorrei continuare a chiamare una distribuzione GNU/Linux non Systemd/GNU/Linux.

  5. Avatar Simone
    Simone

    Puoi usare Void Linux! Sicuramente conosci già

  6. Avatar Simone
    Simone

    ZFS e BRTFS sono altamente facoltativi.

    Sicuramente, ma era un esempio di software di cui si potrebbe dire che fanno più di un compito specifico

  7. Avatar JaK
    JaK

    Siccome l’hai segnalata, mi permetto di riportare anche altri progetti 🙂

    – Devuan, che, en passaint, ha spesso articoli in questo magazine
    – Artix
    – Slackware, che dopo trent’anni continua imperterrita 🙂
    – GUIX
    – Gentoo, ma solo se se c’avete la pazienza di installarla

    Tutti progetti che secondo me vanno supportati per la loro volontà di offrire un’alternativa. Dopotutto, non è forse questa una delle cose belle del Software Libero? 🙂

  8. Avatar Ivan Guerreschi
    Ivan Guerreschi

    GNU Guix System è sicuramente la mia preferita, soprattutto per un utilizzatore abituale di Emacs, e dalla versione 1.3 è diventata anche abbastanza usabile

  9. Avatar Twenty-Seven
    Twenty-Seven

    Grandissimo che hai citato la Slackware

  10. Avatar JaK
    JaK

    Sono curioso: che difficoltà hai incontrato? Che miglioramenti ci sono stati? 🙂 Sono un utente Emacs pure io, quindi capisco la tua soddisfazione nell’usare Lisp 😉

  11. Avatar JaK
    JaK

    Ammetto che non la uso da anni, ma fu per lungo tempo la mia distruzione. Purtroppo, la mancanza di un sistema integrato di soluzione delle dipendenze mi ha sconfitto, alla fine. Credo che ormai la quantità di software disponibile e interdipendente sia fuori dalla mia portata per essere risolta a mano

  12. Avatar Maurizio Tosetti
    Maurizio Tosetti

    Mx Linux aggiungo in cima su Distrowatch.

  13. Avatar Ivan Guerreschi
    Ivan Guerreschi

    Non è una distro per principianti, il Kernel è Linux-libre(si può creare un custom Linux Kernel), su macchina virtuale non crea nessun problema ma su PC desktop o laptop bisogna verificare la compatibilità hardware magari con una live di Trisquel.
    Non è presente software proprietario, i pacchetti sono ancora pochi ma in aumento costante, per il resto si può installare Flatpak.
    È un sistema completamente nuovo di configurare servizi, pacchetti e l’installazione, spesso bisogna leggere i manuali e la documentazione, ma è la parte divertente secondo me.
    È stato migliorato il processo di installazione, prima testuale e manuale(bisognava scrivere ogni parte della configurazione) adesso è ancora testuale(ma TUI) ed è guidata passo passo, l’aggiornamento è l’installazione dei pacchetti è molto più veloce, è molto più stabile rispetto alle versioni iniziali, ha un’ottima integrazione con Emacs che è il miglior amico di questa distro.

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