Deepfake e colloqui online: dopo i ventriloqui, anche i mutaforma

Credits: https://www.theverge.com/2021/3/5/22314980/tom-cruise-deepfake-tiktok-videos-ai-impersonator-chris-ume-miles-fisher

Cosa non si fa per superare un colloquio di lavoro? Che siano candidati che, di fatto, non hanno le skill per ricoprire quel ruolo o che sia semplicemente il timore esagerato di non riuscire a superarli, abbiamo visto di tutto.

Sebbene alcuni metodi siano così grossolani, ambiziosi e, al contempo, imperfetti da essere fonte di ilarità, alcuni dovrebbero far riflettere seriamente sulle ripercussioni che il mondo hi-tech sta già iniziando ad avere su ciò che è sempre stata una verità generale: le persone tendono a credere a ciò che vedono, specialmente se è un video. Ebbene si: qualcuno ha ben pensato di scomodare anche la neonata tecnologia dei deep fake.

Se non ne avete sentito mai parlare, siete in buona compagnia: il termine è stato coniato solo nel 2017 e riflette il recente aumento di potenza di calcolo che la sempreverde legge di Moore faceva prevedere e essa non si limita a regalarci nuove possibilità ma anche a far vacillare vecchie certezze basate sulla infattibilità di calcoli troppo grandi, come la crittografia e, non ultima, la possibilità di generare interi video che mostrino persone fare cose che non hanno mai fatto e dire cose che non hanno mai detto.

Esistono degli esempi goliardici già in rete, in cui potete vedere, tra le decine di esempi, Freddy Mercury interpretare Mr. Robot, il comico Bill Hader trasformarsi in Arnold Schwarzenegger mentre parla o Sylvester Stallone impersonare il protagonista di Mamma ho perso l’aereo.

La cosa non meno allarmante è che esistono anche politici e capi di stato di cui esistono deep fake e che, siamo pronti a scommettere, la stragrande maggioranza delle persone non distinguerebbe come falsi se non avessero ‘deep fake’ nel loro titolo.

Se tutto ciò può risultare divertente è perché stiamo ignorando per un attimo le conseguenze imprevedibili nel brevissimo termine che potrebbe avere un video falso ma iper-realistico di un capo di stato che dichiara guerra a un’altra nazione, specie in un clima teso come quello attuale, ma i danni possono essere rilevanti e il tipo di attacco molto più efficace in contesti più anonimi e quotidiani, nei quali difficilmente ci si interroga sull’identità di chi abbiamo davanti.

Come dichiarato, infatti, in un recente report niente meno che dall’FBI americana, stanno venendo alla luce degli utilizzi di tale tecnologia finalizzati al superare dei colloqui di lavoro e, potenzialmente, al compimento di ulteriori illeciti. Anche se non sono tardati ad arrivare articoli come questo, la copertura mediatica sul tema è ancora estremamente ridotta e questa oscurità rende questo tipo di attacchi particolarmente pericolosi.

Se non credete più ai vostri occhi, avete colto nel segno: il boom tecnologico è appena iniziato e porta con sé tante gioie, ma anche tante nuove paranoie. Vi è da sottolineare come tali attacchi siano ancora agli albori e richiedano una grossa quantità di video relative alla persona da renderizzare e si tratta di evenienze ancora rare, ma i potenziali effetti sulla società sono già sotto gli occhi di tutti.

Avete già un piano, per le vostre assunzioni remote? Mentre ne sviluppate uno, controllate anche la vostra mail: potreste già avere Tom Cruise candidato alla vostra ultima posizione aperta.

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