Con la fine dell’anno non distraetevi: è infatti uscita Electrifying, la release 1.26 di Kubernetes!

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Se è vero che abbiamo già parlato dell’introduzione della firma per tutti i binari distribuiti dal progetto Kubernetes, non vorremmo che fosse sfuggito ai più un annuncio altrettanto importante, ossia la pubblicazione della release 1.26 di Kubernetes, battezzata Electrifying.

Oltre al logo molto anni ’90 (a me personalmente ricorda le grafiche di Out Run), il nome vuole essere secondo le intenzioni degli autori volto a sensibilizzare sui temi del consumo energetico, ma ironicamente non c’è in questa release una caratteristica particolare che la possa definire in qualche modo più efficiente dal punto di vista energetico rispetto a prima.

Tra le varie novità, l’utilizzo esclusivo del registry registry.k8s.io, che nella release 1.25 era stato introdotto come metodo per risparmiare e rendere più efficienti banda i download ed ora è l’unico registry configurato, miglioramenti generali allo storage, che includono la rimozione dei driver “in-tree” (quindi nativi) GlusterFS e Cinder, che quindi andranno gestiti mediante Storage Class specifiche.

Una delle introduzioni le più rilevanti riguardano incredibilmente il fronte Windows, infatti sono ora disponibili i Windows HostProcess Continer. Essenzialmente dei container privilegiati che hanno accesso ai network storage ed ai dispositivi locali dell’host, in modo da poter eseguire attività amministrative come l’installazione di driver di dispositivo o servizi Windows, oppure gestire dei certificati.

In precedenza, l’esecuzione di queste azioni sui nodi Windows veniva solitamente eseguita mediante script PowerShell su sessioni SSH o WinRM (Windows Remote Management) e/o lavorando con gli strumenti di gestione delle macchine virtuali del provider di servizi cloud.

Se vi state chiedendo da dove nasce tutta questa attenzione nei confronti dei container Windows, la risposta è molto semplice: sono importanti a causa della prevalenza delle applicazioni Windows nelle aziende. Non esistono alternative per rendere quelle applicazioni cloud-native e fare sì che si integrino con i moderni processi di sviluppo DevOps.

Non fatevi però fuorviare dalla centralità di Windows che è parte di questo rilascio, in verità tutto il control-plane rimarrà gestito da Linux e non esistono in questo senso piani alternativi. Resta vero, tuttavia, che il piano di controllo Kubernetes funziona solo su Linux. Kubernetes rimane una tecnologia multi-architettura che include anche il supporto per Windows.

Questo conclude la brevissima panoramica della nuova release, ma le novità (e le deprecazioni) sono parecchie, le trovate tutte nell’annuncio della release.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
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