Ecco la strategia di upgrade per gli utenti CentOS 7 raccontata nell’ultimo Red Hat Summit

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Come tutti ormai sanno, annunciando la “chiusura” di CentOS ormai a dicembre del 2020, Red Hat aveva indicato delle tempistiche chiare in merito a quando le varie versioni avrebbero cessato di ricevere gli aggiornamenti critici.

CentOS 8 avrebbe visto concludere la sua avventura il 31 dicembre 2021, mentre CentOS 7, la più utilizzata al momento dell’annuncio e quindi quella ad impattare più utenti e datacenter, il 30 giugno del 2024.

Le alternative offerte da Red Hat, per usare un eufemismo, sono state da subito poche: passare a CentOS Stream (che però è una release rolling, inadatta agli ambienti di produzione), oppure passare a Red Hat Enterprise Linux, magari utilizzando qualcuna delle opzioni che consentivano di averne di gratuite rispettando determinati requisiti.

In realtà, come sappiamo, il mercato le alternative se le è create da se, tanto che da subito abbiamo iniziato a seguire i progetti AlmaLinux e Rocky Linux e ne stiamo parlando da parecchio.

Sorprenderà qualcuno quindi leggere dell’annuncio fatto all’ultimo Red Hat Summit 2023 nel quale Gunnar Hellekson, vice president e general manager del prodotto RHEL, ha raccontato di come in Red Hat si siano resi conto che…

It’s actually very difficult to migrate. Read the documentation. It’ll say, in order to move from CentOS to something else, you have to shut the machine down and destroy it and create a new server with your new operating system.

È veramente difficile migrare. Leggete la documentazione. Dirà che per muoversi da CentOS a qualcos’altro bisogna spegnere la macchina, distruggerla e ricreare un nuovo server con il nuovo sistema operativo.

Ora, fermo restando come questa affermazione sia forse vera solo per CentOS 7 (in quanto esistono strumenti come ELevate che consentono migrazioni painless) ed in particolare per gli ambienti cloud, Red Hat conferma di aver pensato a tutto: grazie infatti a Red Hat Enterprise Linux for Third-Party Linux Migration sarà possibile usufruire di una serie di tool per convertire CentOS 7 in RHEL 7 e da lì passare a RHEL 8 o RHEL 9 la cui migrazione verso, a detta di Hellekson, è molto semplice (utilizzando il tool Leapp).

Il tutto consentirà agli utenti di avere ancora altri due anni di supporto, poiché la EOL (End Of Life) di RHEL 7 è appunto più avanzata rispetto a CentOS 7. Inoltre con le varie possibilità offerte dalle subscription gratuite il passaggio potrebbe anche essere gratuito.

Tutto semplice? Tutto pronto? Come racconta TheNewStack, i grandi provider supportano questa mossa, ma ovviamente saranno poi gli utenti a dire quanto successo potrà avere.

Ditelo anche voi: sareste più propensi al passaggio CentOS 7 -> RHEL 7 -> RHEL 8 (o 9) oppure CentOS 7 -> AlmaLinux/Rocky Linux? Due migrazioni in due anni che, almeno sulla carta, dovrebbero filare lisce oppure una migrazione singola con però la necessità di includere degli stop?

Ed a questa domanda se ne aggiunge un’altra, sicuramente più critica: quanti datacenter CentOS 7 ci saranno ancora il 30 luglio 2024?

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.