Usenet è ai titoli di coda, almeno secondo Google che ne terminerà il supporto per colpa di SPAM e basso utilizzo

Questa notizia è per tutti i i dinosauri lettori di Mia Mamma Usa Linux, dei quali chi scrive è un orgoglioso compagno: il 22 febbraio 2024 Google terminerà il supporto a Usenet, lasciandone disponibili gli archivi, ma sospendendo la possibilità di creare messaggi e dismettendo i server Network News Transfer Protocol (NNTP) e relativi peer.

Ora, a tutti gli altri che magari si staranno chiedendo “cosa diavolo è Usenet e perché dovrebbe importarmi?” si chiede un poco di comprensione perché qualcuno dei dinosauri di cui sopra, su Usenet, almeno informaticamente ci è nato.

Ma partiamo dall’inizio: Usenet è stata una delle prime reti di comunicazione online, creata negli anni ’70. Era un sistema decentralizzato di discussioni e scambio di informazioni tramite gruppi di discussione, detti newsgroup, dove gli utenti potevano pubblicare messaggi su vari argomenti.

Ora, mentre ascoltiamo il legno scoppiettare nel camino, dovete sapere, cari bambini, che per quanto i vecchi dicano che i social di oggi siano un catino dell’essenza peggiore dell’essere umano, Usenet poteva essere… Anche peggio!

Si può dire infatti senza timore di smentita come Usenet sia stata una delle prime forme di social network ed abbia contribuito allo sviluppo di Internet come lo conosciamo oggi. Era un mezzo per la condivisione di conoscenze, informazioni, e… Opinioni. Il tutto dietro un nickname. Vi ricorda qualcosa?

Per muoversi sui newsgroup non esisteva un manuale, ma in quelli tecnologici si imparava in fretta la netiquette e quindi la legge della sopravvivenza: se volevi risposte (e ChatGPT non era ancora un’opzione) dovevi imparare a chiedere, altrimenti il numero di risposte del proprio thread appena aggiunto rimaneva desolatamente a zero, così come le idee in testa per risolvere i propri problemi. Insomma, era lì che si imparavano le cose, chiedendo a chi ne sapeva di più o cercando di coinvolgere le persone nei propri progetti.

Pensate che un ragazzo di Helsinki una volta, su un newsgroup chiamato comp.os.minix, chiese in un messaggio se qualcuno voleva partecipare ad un suo progetto casalingo volto alla creazione di un sistema operativo che probabilmente non avrebbe supportato niente di più degli hard disk AT…

Quel messaggio è ancora rintracciabile su Google Groups, poiché Google all’interno del suo prodotto Groups ha da sempre offerto la possibilità di interfacciarsi con i newsgroup Usenet con i quali era possibile interagire utilizzando https://groups.google.com/. L’utilizzo del passato, si capisce, è voluto poiché come riportato in apertura Google ha annunciato la fine del supporto a Usenet.

Nel preparare questo articolo ho voluto dare un’occhiata alla situazione odierna dei newsgroup poiché, come recita l’annuncio di Big G, non sono più uno strumento molto utilizzato e la verifica ne ha chiarito uno dei motivi, al netto delle alternative moderne esistenti. Nonostante esistano tutt’ora alcuni dei newsgroup storici (come ad esempio proprio comp.os.minix), buona parte di questi se non tutti risultano letteralmente intrisi di SPAM, malware e software contraffatti.

SPAM + basso utilizzo = fine dei giochi. L’equazione è semplice, ed è chiaro che la presa di posizione di una delle più importanti aziende I.T. in merito a questa tecnologia sia certamente da non trascurare.

Prima però di dire che Usenet sia finita e che questa sia la fine di un’epoca in ogni caso dovrà passare ancora molto, moltissimo tempo. Una rondine non fa primavera.

Infatti a dispetto di quanto potrebbe sembrare ed anche piuttosto sorprendentemente ad oggi Usenet non è morta. Ci sono decine di provider che forniscono, a pagamento, l’accesso ai newsgroup e ne garantiscono la fruibilità e l’utilizzo, andando (almeno si spera) a filtrare i contenuti, ma la natura decentralizzata propria di Usenet inevitabilmente gioca a sfavore di questo genere di controllo.

Se comunque diverrete preda di un attacco di nostalgia, sappiate che esistono anche provider gratuiti, che possono essere utilizzati per tornare ad interagire senza investire soldi in Usenet, ma sia chiaro: occhio allo SPAM.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

5 risposte a “Usenet è ai titoli di coda, almeno secondo Google che ne terminerà il supporto per colpa di SPAM e basso utilizzo”

  1. Avatar Massimo Luciani

    Ho frequentato parecchi newsgroup nell’arco di circa vent’anni ma nel corso del decennio scorso ho visto quantità e qualità crollare rapidamente e a un certo punto ho lasciato perdere. Sono sorpreso che Google non avesse mollato già tempo fa.

  2. Avatar Raoul Scarazzini

    Io per scrivere l’articolo ne ho riguardati parecchi e la situazione è disastrosa, al limite dell’usabilità. Non so se abbonandosi ai provider che offrono l’accesso a pagamento in qualche modo questo viene attenuato, ma temo di no.

  3. Avatar far5893
    far5893

    Molti ng (vedi it.h.f-d-t it.s.fisica ecc ecc ) sono one man groups (al massimo invece di uno sono 4 o cinque) in cui c’e’ un esperto e tanti lamer, quindi sopravvivono finche c’e’ l’esperto, ma sono al limite del blog personale.

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