Benvenuti nell’era ZombieOps: Microsoft voleva uccidere .NET 6.0 e TuxCare (AlmaLinux) lo zombifica con supporto a vita

Se a qualcuno il nome dell’azienda TuxCare suona familiare, è perché in realtà ne abbiamo parlato diverse volte anche nel recente passato, pur non menzionandola direttamente, poiché essa è strettamente correlata al progetto AlmaLinux.

TuxCare è infatti una divisione di CloudLinux Inc., la stessa azienda che ha fondato il progetto AlmaLinux. Seguendo quello che è il dettame dell’azienda, ossia quel “We Take Care Of Linux“, quando CentOS è stata tolta dal mercato, CloudLinux ha fondato il progetto AlmaLinux, un sistema operativo open-source pensato per essere un sostituto gratuito e completamente compatibile con CentOS dopo il cambio di direzione di Red Hat verso CentOS Stream.

Pur essendo quindi AlmaLinux un progetto community-driven, TuxCare è una delle principali entità dietro il suo sviluppo e il suo supporto, garantendo affidabilità e continuità per gli utenti aziendali.

Stabiliti questi presupposti la notizia che riportiamo oggi è facile da raccontare: TuxCare ha annunciato che supporterà Microsoft .NET 6.0 tramite il suo programma Endless Lifecycle Support (quindi supporto teoricamente infinito, finché si paga). Questo permette alle aziende di continuare a usare la piattaforma, nonostante Microsoft ne abbia decretato l’End Of Life il 12 novembre 2024, smettendo quindi di produrre aggiornamenti ufficiali.

TuxCare fornirà patch di sicurezza per eventuali vulnerabilità, come già fa con altre distribuzioni Linux non più supportate.

A raccontare i presupposti del progetto ci pensa questo articolo di FOSS Force che, tra le altre cose, evidenzia una tendenza che ormai è quasi prassi nel mercato attuale: se infatti in passato fosse considerato scorretto mantenere software obsoleti in produzione, oggi è sempre più comune affidarsi a servizi come TuxCare, evitando il costo, il tempo e le problematiche legate agli aggiornamenti, che spesso rompono componenti essenziali.

Giusto? Sbagliato?

È una bella domanda.

Questo esercito di quelli che potremmo definire software zombie controllati, si sta espandendo sempre di più.

L’intento pare lodevole, soprattutto ad accarezzare la pigrizia di chi non ha procedure chiare per la manutenzione ed evoluzione del proprio software, ma nella pratica lo scopo di questi servizi è quello al massimo di limitare i danni su problemi di sicurezza, mai di mantenerne ed evolverne le funzionalità.

È una buona idea?

I film delle apocalissi zombie partono sempre così.

È tutto sotto controllo, tranquilli.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

2 risposte a “Benvenuti nell’era ZombieOps: Microsoft voleva uccidere .NET 6.0 e TuxCare (AlmaLinux) lo zombifica con supporto a vita”

  1. Avatar carlo coppa
    carlo coppa

    Da quello che mi risulta, già nelle distribuzioni Linux enterprise e non il supporto per gli aggiornamenti di sicurezza, andrebbe spiegato meglio. Non sempre è possibile fare un backports, i backports richiedono tempo e ingegneristica non banale, spesso queste patch di sicurezza nel tentativo di chiudere un buco, ne apre altri.

    Morale … io capisco le esigenze aziendali, ma in un mondo in cui la sicurezza informatica è diventata una priorità, non mi sembra il miglior metodo, anche se lo capisco.
    Ma gli utenti desktop non dovrebbero usare quella roba…secondo me.

  2. Avatar Raoul Scarazzini

    Sì. Il ragionamento è principalmente sulle distribuzioni ed i software che potremmo considerare di classe enterprise, utilizzati cioè per l'erogazione di servizi al pubblico. E sì, non è una buona pratica.

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