
Poco prima della fine dell’anno a tutti i membri della community FSFE (Free Software Foundation Europe) è arrivato un messaggio che purtroppo non portava con sé molto spirito natalizio.
Questo messaggio è rimasto nella casella fino a qualche giorno fa, quando preso dall’ottimismo post-ferie ho deciso di analizzarlo per dargli visibilità.
Ora che l’ho fatto l’ottimismo accumulato è già finito, ma andiamo con ordine.
I fatti raccontati nella mail partono da lontano, precisamente dal 18 novembre scorso, quando il Presidente francese Emmanuel Macron, il Cancelliere tedesco Friedrich Merz e i ministri per il digitale di 24 Stati membri dell’UE si sono riuniti a Berlino per il Vertice sulla Sovranità Digitale Europea.
E qui una buona notizia c’è, perché quantomeno la volontà di parlare di Sovranità Digitale c’è. Ora, a questo incontro era presente anche la FSFE e qui, per così dire, iniziano le brutte notizie.
Johannes Näder, che nella FSFE ricopre il ruolo di Senior Policy Project Manager e che per conto della FSFE ha assistito all’incontro, si è trovato a constatare la totale assenza di discussioni in merito al Software Libero.
Il Software Libero è stato menzionato per la prima volta solo dopo due ore e mezza, poiché tutte le discussioni sono state incentrate sugli appalti software, sul “comprare europeo”. Ennesimo segno di come a prevalere nello scenario prossimo futuro sarà l’isolazionismo unito alle lotte di potere per accaparrarsi i migliori servizi, ai migliori prezzi e con il più alto grado di controllo.
Per farla breve: prospettiva praticamente nulla.
Unica consolazione, il fatto che il Cancelliere tedesco Merz ha citato, nelle sue conclusioni, i progetti di Software Libero del Governo federale. Considerate le attività degli ultimi anni del Fondo Sovrano Tecnologico Tedesco sembrerebbe il minimo, ed invece è l’unica cosa evidente a proposito del Software Libero che è stata discussa all’interno del vertice.
È certamente apprezzabile che i politici comprendano quanto il tema sia cruciale, ma il fatto che solo il Software Libero possa porre fine a queste dipendenze e rendere possibile una reale Sovranità Digitale in Europa è ancora ben lungi dall’essere compreso e accettato.
Proprio per questo la FSFE continua a promuovere la campagna “Denaro pubblico? Codice pubblico!” che campeggia anche qui sul nostro sito: quando il denaro pubblico viene speso per il software, questo deve sempre essere Software Libero.
A rafforzare questo tema, la missiva di fine anno fa riferimento a un tema apparentemente slegato, ma in realtà molto attinente, che in questi giorni riempie parecchi titoli degli organi di stampa: le ambizioni statunitensi nei confronti della Groenlandia.
Citando una visita verso il team FSFE danese dello scorso giugno, all’interno di un panel pubblico, Näder afferma come nella capitale danese fosse più percepibile (rispetto alla Germania o altri Paesi europei) quanto la dipendenza digitale stia diventando sempre più rischiosa e quanto il Software Libero sia essenziale per le amministrazioni pubbliche se vogliamo superarla.
Anche questo può sembrare banale, ma, tolti i carrarmati, una delle modalità con cui oggi un paese può avanzare pretese verso un altro è lo stop alla fornitura dei servizi – in questo caso digitali – che si può evitare unicamente attuando politiche virtuose che non decidano solamente di rivolgersi ad appaltatori locali, ma che facciano dell’apertura e del Software Libero lo strumento per evitare ogni tipo di lock-in.
In conclusione, non fosse chiaro, la partita della Sovranità Digitale, in questo 2026, è entrata in una fase determinante. Doveroso quindi il link per diventare sostenitori della FSFE, contribuendo a promuovere “Denaro pubblico? Codice pubblico!” in tutta Europa: https://my.fsfe.org/payonline/DM21343984P2.
Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.




















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