
Ne abbiamo parlato spesso qui sul portale, e certamente tutte le community open-source così come l’uomo della strada si sono poste il problema: ma il giorno in cui Linus Torvalds non vorrà più gestire il Kernel Linux, cosa si farà?
L’ultima volta che ne abbiamo parlato qui era la scorsa estate, nell’articolo “Un’analisi attenta lo conferma: il piano per il dopo Torvalds nel Kernel Linux è… Nessun piano!“, nel quale riportavamo l’analisi di The Register che concludeva come, nella sostanza, non ci fosse alcun piano di successione.
Ebbene, pare che da allora più di qualcuno abbia iniziato a prendere seriamente la questione, ed evidentemente qualcosa si è smosso, tanto da portare alla pubblicazione di un commit all’apparenza innocuo, ma che già dal titolo promette faville: Documentation: Project continuity.
Il repository in cui è apparso è https://github.com/torvalds/linux, quindi il repository personale del creatore di Linux che contiene i sorgenti del progetto. Ricordiamo che Linus guida le evoluzioni del Kernel nella loro interezza, approvando le pull request alla fine di ogni merge window, il periodo in cui i contributori possono proporre nuove implementazioni.
L’introduzione al commit è molto chiara:
Document project continuity procedures. This is a plan for a plan for navigating events that affect the forward progress of the canonical Linux repository, torvalds/linux.git.
Documentazione delle procedure di continuità. Questo è un piano per un piano per navigare eventi che incidono sul progresso del repository Linux canonico, torvalds/linux.git.
Quindi, in poche parole, ecco la procedura da adottare se succede qualcosa.
Il testo contenuto nel commit è il seguente:
Linux kernel project continuity
===============================
The Linux kernel development project is widely distributed, with over
100 maintainers each working to keep changes moving through their own
repositories. The final step, though, is a centralized one where changes
are pulled into the mainline repository. That is normally done by Linus
Torvalds but, as was demonstrated by the 4.19 release in 2018, there are
others who can do that work when the need arises.
Should the maintainers of that repository become unwilling or unable to
do that work going forward (including facilitating a transition), the
project will need to find one or more replacements without delay. The
process by which that will be done is listed below. $ORGANIZER is the
last Maintainer Summit organizer or the current Linux Foundation (LF)
Technical Advisory Board (TAB) Chair as a backup.
- Within 72 hours, $ORGANIZER will open a discussion with the invitees
of the most recently concluded Maintainers Summit. A meeting of those
invitees and the TAB, either online or in-person, will be set as soon
as possible in a way that maximizes the number of people who can
participate.
- If there has been no Maintainers Summit in the last 15 months, the set of
invitees for this meeting will be determined by the TAB.
- The invitees to this meeting may bring in other maintainers as needed.
- This meeting, chaired by $ORGANIZER, will consider options for the
ongoing management of the top-level kernel repository consistent with
the expectation that it maximizes the long term health of the project
and its community.
- Within two weeks, a representative of this group will communicate to the
broader community, using the ksummit@lists.linux.dev mailing list, what
the next steps will be.
The Linux Foundation, as guided by the TAB, will take the steps
necessary to support and implement this plan.
La prima buona notizia è quindi che da oggi esiste un piano. Entro 72 ore dalla rilevazione dell’impossibilità di far progredire il lavoro (quindi nella sostanza “nel caso succeda qualcosa”) chi ha gestito l’ultimo Maintainer Summit o la Technical Advisory Board (TAB) della Linux Foundation, si ritroveranno per creare un gruppo di lavoro che possa occuparsi della questione.
Priorità su tutto l’avrà il mantenimento della consistenza dei contributi, ed entro due settimane il nuovo assetto verrà definito con il supporto della Linux Foundation.
Leggendo quindi il testo si capisce perché non sia un piano, ma il piano di un piano, infatti non sono definite regole di successione, per così dire, ma piuttosto quali saranno i passi da compiere per arrivare ad un assetto stabile nel minor tempo possibile.
Troppo? Troppo poco?
La bontà di questo approccio la si potrà misurare unicamente nel momento in cui si verificherà, ma perlomeno da oggi non si potrà più dire non esiste un piano.
Un piano esiste… Di un piano.
Ma è pur sempre un piano.
Lunga vita a Linus.
Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.





















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