
Nel corso degli anni le notizie in merito agli smartphone Linux qui sul portale sono state quasi sempre limitate alle proposte di Purism, l’azienda che produce, tra gli altri, il dispositivo Librem 5, ma in chiusura dello scorso anno almeno un paio di annunci hanno riacceso l’interesse sul tema.
Prima presentazione da parte della FSF del progetto LibrePhone – che in realtà riguarda più la parte software degli smartphone – e poi Jolla Phone, lo smartphone Linux finanziato dalla community, che ha raggiunto la quota prevista per la produzione.
E pare non essere finita qui.
Infatti in questo inizio di 2026 l’azienda Nex Computer ha presentato NexPhone, un nuovo concorrente dalle caratteristiche un filo diverse rispetto agli altri, ma che si presenta come un device in grado di eseguire Debian Linux, sebbene come applicazione che gira su Android (e se state pensando a WSL, probabilmente non siete molto lontani).
In realtà l’azienda che produce il dispositivo, Nex Computer non è del tutto sconosciuta alle aziende che potremmo definire “concorrenti”, Purism in testa. Infatti, come raccontavamo nel 2023, uno dei kit di upgrade per lo smartphone Librem 5 di Purism era Lapdock, una docking station che consentiva al telefonino di diventare un vero e proprio laptop e questo dispositivo era prodotto proprio da Nex Computer, che lo aveva battezzato NexDock 360.
Evidentemente in Nex si sono chiesti se non fosse arrivato il momento di iniziare a produrre anche gli smartphone nella loro interezza, ed il risultato di queste elucubrazioni è NexPhone.
Dalle specifiche questo dispositivo è in grado di eseguire – come detto – Android 16, ma anche di lanciare Debian e di essere configurato in modalità dual boot per eseguire Windows 11. Quindi, almeno sulla carta, è più un laptop che uno smartphone, ed il suo progetto viene davvero da lontano, basti pensare che come viene raccontato su SlashDot, il primo concept video del progetto è di ben 14 anni fa:
La pagina di riferimento lo presenta così: “NexPhone turns any monitor into a full computer“. Ed in effetti, come si diceva, il device mediante un cavo USB-C agisce più come un computer che non come uno smartphone.
I costi, comparati alla concorrenza, non paiono essere esagerati: si parla di riservarsene uno versando una caparra di 199 dollari per poi arrivare a pagare un totale di 549 dollari, molto meno del Purism Librem 5 (che al momento si attesta intorno ai 799 dollari).
Le tempistiche per la distribuzione dovrebbero attestarsi in Q3, ossia luglio-settembre e leggendo la storia della sua genesi è interessante notare come non sia per nulla un progetto abbozzato, ma qualcosa di estremamente solido, come dice il suo fondatore, Emre Kosmaz:
NexPhone is the device I’ve wanted to carry for 14 years: a phone that becomes your Linux machine, your Windows PC, and your everyday Android device—without compromise on the idea. Reserving NexPhone is the strongest signal you can send that phone-as-PC should be the next standard.
NexPhone è il dispositivo che ho inseguito per 14 anni: un telefono che diventa la tua macchina Linux, il tuo PC Windows e il tuo dispositivo Android di tutti i giorni, senza compromessi sull’idea. La prenotazione di NexPhone è il segnale più forte che puoi inviare che il telefono come PC dovrebbe essere il prossimo standard.
Ultima precisazione che ognuno dovrebbe fare, prima di precipitarsi a versare l’acconto, è il discorso open-source: al netto del supporto all’esecuzione di Debian, il sistema operativo alla base è sempre Android, quindi in questo senso “eredita” i limiti di quella tecnologia, lasciando il sapore agrodolce di Linux, ma non fino in fondo. Inoltre nelle specifiche indicate sul sito non ci sono riferimenti a licenze a proposito delle tecnologie utilizzate, vi è solo indicato un generico “It runs Android 16 with zero bloatware, so you get a lightweight experience and plenty of free storage for the apps you actually want.“, quindi una versione riveduta e corretta di Android, forse meno invasiva di quella prodotta da Google, ma da qui a parlare di open-source certamente ce ne passa.
Certo i progetti che stiamo vedendo fiorire dimostrano che qualcuno ha ancora voglia di investire in questo ambito, ma come sempre solo il tempo dirà se si tratta di progetti fondati e stabili.
C’è qualche temerario all’ascolto deciso a provare l’esperienza? Ci vediamo nei commenti!
Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.





















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