Ahi, AI: basare la propria conoscenza sull’AI è come usare la eBike: se finiscono le batterie e non hai gamba…

Cosa vuol dire avere una conoscenza consistente?

È una domanda che molte persone dovrebbero porsi all’interno di questo nuovo mondo informatico artificiale, dove chi fino a ieri avrebbe dovuto maturare esperienza per produrre applicazioni, oggi inserisce un prompt per ottenere un prodotto finito nel giro di qualche secondo.

Questa abilità sbloccata ha mandato in visibilio tutti. Giovani e anziani operatori del settore si sono trovati catapultati in questo magico mondo del prompt engineering al quale è impossibile sottrarsi. “È incredibile” qualcuno dice “sono riuscito a realizzare questa interfaccia che fa esattamente quello che dico io in un pomeriggio, prima ci avrei messo dei mesi“.

Eppure questo schema sta iniziando a presentare il conto, almeno stando a quello che si legge in questo articolo di The New Stack che si basa su un’inquietante affermazione: “I started to lose my ability to code”: Developers grapple with the real cost of AI programming tools.

Le riflessioni condivise nell’articolo partono dall’esperienza diretta, da chi programmatore lo è (stato) da tempo ed ora, in questa nuova forma di ingegnere del prompt (non più del software) si ritrova a fare i conti con quella che potremmo definire la perdita della propria sovranità:

If you don’t use it, you’re going to lose it

Se non ti eserciti, perderai la tua abilità

Lo ha detto all’interno di una delle interviste riportate dall’articolo una sviluppatrice che si è ritrovata dopo quattro mesi di utilizzo di centinaia di prompt al giorno, ad iniziare a perdere la capacità di scrivere codice.

Lo sforzo necessario che si è imposta per mantenere il controllo della competenza è quello di rallentare consapevolmente e assimilare l’intera architettura oltre che il flusso stesso del programma, perché se questo rimane sotto il controllo esclusivo dell’AI ci sarà poco da fare, la competenza sarà effimera.

E cosa dire della continuità di quanto prodotto?

Non che nell’era pre-AI fosse tutto rose e fiori, anzi, il successo di questa nuova modalità dimostra quanti limiti avesse l’approccio precedente, ma probabilmente utilizzare un pochino più del proprio cervello e non abbandonarsi totalmente ad un’entità terza per produrre qualcosa di proprio potrebbe essere un’idea.

Che poi… “Qualcosa di proprio”… Cosa c’è di proprio in qualcosa che, non fosse stato per l’AI non sarebbe minimamente esistito?

E qui arriviamo al titolo ed al parallelo che è evidentemente forzato: il cicloturismo sulle bici elettriche ha senso per contesti goliardici, ma chiunque, in qualsiasi modo, sappia qualcosa di ciclismo sa benissimo che i conti si fanno alla prima salita, o dopo i primi cento chilometri, o quando comunque le batterie non contano più.

E si ritorna al concetto di consistenza.

Per sviluppare un’applicazione che possa definirsi Enterprise Ready (un’uscita di 200 chilometri, con tante salite) non esistono scorciatoie, si passa solo dalla conoscenza strutturata (allenamento), dall’esperienza (macinare chilometri), dall’imparare dai propri errori (rifornimenti sbagliati).

Tutte cose che con gli ausili (bici elettrica) puoi solo simulare.

A meno che la prospettiva di non voler rischiare di trovarsi nel mezzo del nulla con le batterie scariche non piaccia a qualcuno… Considerato poi che rispetto a una bicicletta normale una elettrica pesa 20 kg in più.

Chiudiamo infine con la questione più grottesca relativa all’A.I., che prende il concetto del “junior con 5 anni di esperienza“, tanto caro a chi non capisce nulla di assunzioni, e lo eleva alla massima potenza (citato da HackerNews):

If nobody’s hiring junior devs because LLMs can do junior work faster and cheaper, how is anyone going to become an expert?

Se nessuno sta assumendo sviluppatori junior perché gli LLM fanno quello che fanno i junior più velocemente e più convenientemente, come sarà possibile per chiunque diventare un esperto?

Dove andremo a finire quindi?

Nessuno lo sa, ma per tutti i giovani (e anche non) all’ascolto, un consiglio: una competenza consistente dà un senso totalmente diverso alla propria vita.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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