Fedora 31: “best mode” di default per DNF

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DNF è il package manager di Fedora da ormai diverso tempo e recentemente la FESCo (Fedora’s Engineering and Steering Committee) ha approvato una modifica che verrà introdotta a partire da Fedora 31.

La modifica riguarda il comportamento di DNF in caso di aggiornamenti, più precisamente l’opzione --best sarà quella utilizzata di default.

Il comportamento attuale di DNF prevede che un pacchetto venga aggiornato alla versione più recente in cui tutte le dipendenze vengono soddisfatte. --best aggiorna un pacchetto alla versione più recente disponibile, a prescindere dalle dipendenze.

Attivando questo comportamento di default, l’utente sarà immediatamente avvisato che un pacchetto aggiornato è disponibile, ma non è possibile risolvere le dipendenze. Esito: “fail early and fail fast”.

Sì, proprio così. Gli sviluppatori hanno pensato bene che un comportamento del genere sarebbe più utile nel caso un aggiornamento di sicurezza non possa essere fatto a causa di dipendenze non risolte. DNF, come configurato al momento, ignorerebbe l’update all’ultima versione, non notificando l’utente.

Sarà ovviamente prevista l’opzione --nobest e comunque altre possibilità di configurazione per il comportamento di DNF.

Un primo feedback per questa proposta trova gli utenti a favore di questa variazione.

Certo, DNF sarà comunque configurabile a piacimento (come sempre) ma solo a me questa impostazione di default suona a bit extreme… maybe?

Affascinata sin da piccola dai computer (anche se al massimo avevo un cluster di Mio Caro Diario), sono un’opensourcer per caso, da quando sono incappata in Mandrake. Legacy dentro. Se state leggendo un articolo amarcord, probabilmente l’ho scritto io.

4 risposte a “Fedora 31: “best mode” di default per DNF”

  1. Avatar michele
    michele

    “bit extreme” non dimentichiamoci che Fedora è il banco di prova di RedHat e, avere tanti utenti, che installano l’ultima versione di un software che risolve un bug, sono tantissimi betatester. Mi spiace, Fedora mi è sempre piaciuta ma ultimamente “mi sta scadendo” (ovviamente IMHO)

  2. Avatar JustATiredMan
    JustATiredMan

    Purtroppo non è solo Fedora… in modi diversi, ma anche le altri grandi distribuzioni, hanno sempre “meno rispetto” per la loro base utenti.

  3. Avatar carlo coppa
    carlo coppa

    Ci si deve però rendere conto anche di una cosa essenziale, se si desidera software aggiornato, non lamentarsi di essere betatester e questo vale per qualsiasi distribuzione ! Perché il software quando viene rilasciato come stabile, le Distro rolling o comunque le più aggiornate lo mettono a disposizione, va da se che è sempre possibile trovare bug e quant’altro. Nessuna distribuzione si può permettere il lusso di fare da loro tanto testing, perché è molto costoso e nessuno è disposto a pagare per una distribuzione. Comodo avere tutto gratis, ma almeno prendiamoci il disturbo di segnalare bug e fare un po di testing, è il minimo ! Se serve una distribuzione molto stabile da utilizzare per lavoro, esiste Debian o openSUSE Leap oppure RHE e SUSE.

  4. Avatar michele
    michele

    Su una rolling si, su una Fedora no, non è rolling. I volontari che testano le beta ci sono (io su macchina virtuale testo Ubuntu). Il problema è che Fedora per RHE e OpenSuse per Suse. L’utente è un betatest per le controparti che vendono il prodotto testato a gratis.

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