
Nell’ultimo mese siamo stati testimoni di un momento abbastanza storico a proposito del progetto open-source più grande e famoso al mondo. È stato infatti predisposto il “plan for a plan” per dare continuità al progetto in caso di eventi che potrebbero comprometterne il normale mantenimento, insomma nel caso in cui Linus Torvalds si trovi impossibilitato a continuare a fare il suo lavoro.
Il piano del piano è quindi lì, ma fino a quando non servirà davvero probabilmente non ne sentiremo più parlare, anche perché il lavoro nel progetto prosegue con il consueto ritmo, tanto che è già l’ora di una nuova release del Kernel Linux, la 6.19!
Pubblicato con il consueto annuncio lo scorso 8 febbraio, Linux 6.19 si presenta come una release soprattutto in ambito virtualizzazione, architetture CPU emergenti, sicurezza hardware, NUMA e acceleratori grafici/AI — tutti temi che su MMUL seguiamo con particolare attenzione.
Vediamo i punti più interessanti, con un focus pratico su cosa cambia davvero per chi lavora con infrastrutture, virtualizzazione e workload moderni, anche se poi il consiglio è quello di riferirsi alle consuete fonti più autorevoli, in primis il solito Phoronix.
In ambito virtualizzazione Linux 6.19 rafforza in modo netto lo stack KVM:
- AMD SVM con x2AVIC: si passa da 512 a 4.096 vCPU per VM, un salto importante per ambienti cloud e HPC.
- Miglioramenti alla gestione di Intel TDX, una tecnologia di confidential computing di Intel (che serve a proteggere sia la VM che l’hypervisor).
- Prime basi per PCIe link encryption e per SEV-TIO, estensione di AMD SEV che punta a proteggere anche l’I/O.
Si prosegue poi con i miglioramenti a proposito della scalabilità e dei server di grandi dimensioni, con interventi concreti nei sistemi NUMA (allocazione automatica della memoria) e multi-socket:
- Fix al classico problema di thundering herd su grandi server NUMA.
- Revisione profonda di RSEQ (Restartable Sequences), meccanismo usato per ottimizzazioni per-CPU in user space (database e runtime moderni ne beneficiano).
- Ottimizzazioni delle distanze NUMA per le nuove CPU Intel di fascia server.
In ambito architetture emergenti Linux continua a essere la piattaforma di riferimento per il nuovo silicio (sebbene Torvalds abbia avuto più di qualcosa da dire a proposito di RISC-V):
- CPU hotplug parallelo e nuove estensioni ISA su RISC-V.
- Avvio del supporto a LoongArch32, variante 32 bit dell’architettura Loongson.
- Supporto iniziale a nuovi SoC AI e automotive (Tenstorrent e Black Sesame).
Infine, in ambito grafica, HDR e acceleratori AI ci sono passi importanti:
- Merge della DRM Color Pipeline API, tassello chiave per il vero supporto HDR su Linux (con contributi finanziati anche da Valve Corporation).
- Le GPU AMD GCN 1.0/1.1 passano di default al driver AMDGPU, con supporto Vulkan tramite RADV.
- Prime abilitazioni per Intel Xe3 e nuovi acceleratori AI (come Arm Ethos NPU).
Insomma, una release densa, per così dire. Talmente densa che secondo lo schema classico di Torvalds (ossia il proprio arbitrio e giudizio) è giunta l’ora del salto di major version, infatti è stato annunciato nello stesso messaggio che
I’m getting to the point where I’m being confused by large numbers (almost running out of fingers and toes again), so the next kernel is going to be called 7.0
Sto arrivando al punto in cui inizio a confondermi con i grandi numeri (ho di nuovo finito le dita della mano), quindi la prossima release del Kernel sarà la 7.0
Quindi senza scomodare Sherlock Holmes per capire il criterio con cui la scelta avviene possiamo dire: quando finiscono le dita 🙂 .
Ultima, ma non per importanza, la notizia riportata sempre da Phoronix, nella quale viene annunciato come l’esperimento del linguaggio Rust nel Kernel Linux si può dire concluso con successo, il che significa che a partire da Linux 7.0 Rust sarà parte integrante del Kernel tanto quanto il linguaggio C.
Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.





















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