
Se siete tra quanti hanno alzato il sopracciglio quando abbiamo parlato dell’acquisizione di Arduino da parte di Qualcomm, chiedendosi se questa nuova casa per il progetto nato in Italia avrebbe portato benefici questo articolo potrebbe interessarvi.
Parte tutto da un annuncio di Canonical, l’azienda madre di Ubuntu, che ha annunciato una collaborazione con Arduino al fine di far girare Ubuntu nel pieno della sua potenza sulla board VENTUNO Q (la Q forse sta proprio per Qualcomm, segnale di come sia il primo prodotto del nuovo corso), un piccolo grande mostro di potenza, di cui abbiamo una diapositiva:
Leggendo dalla pagina prodotto sul sito ufficiale di Arduino, https://www.arduino.cc/product-ventuno-q, si capisce come questa board sia pensata per gli utilizzi di sviluppo e prototyping di applicazioni AI che interagiscono con il mondo fisico.
Pensate a robot, braccia meccaniche, droni, sistemi di visione per la domotica o assistenti vocali offline. Un dispositivo che “pensa” e “agisce” in tempo reale e che si colloca perfettamente in linea con i prodotti Arduino già disponibili oggi.
Di fatto agisce mediante un cervello (NPU/CPU) per pensare (AI) e uno (STM32) per agire nel mondo fisico con precisione assoluta (sub-millisecondo). È progettato per essere il cuore di un robot o di un sistema industriale che deve reagire in tempo reale a stimoli.
Insomma, quella che potrebbe essere la sua scheda madre:

Scherzi a parte, è interessante notare come il dualismo indicato nelle specifiche consenta di utilizzare la board come un PC vero e proprio (e qui sta appunto l’interesse di Canonical), collegandoci schermo, tastiera e mouse, oppure collegare mediante USB-C l’intera board ad un PC esistente, governando la sua programmazione esattamente come si fa con gli altri dispositivi prodotti da Arduino, mediante la classica IDE.
E proprio Canonical, nell’indicare le specifiche, racconta anche dove si colloca Ubuntu:
Powered by the Qualcomm Dragonwing™ IQ-8275 processor, the board brings 40 dense TOPS of industrial-grade AI compute to a compact form factor. This allows for the local execution of Large Language Models (LLMs), Visual Language Models (VLMs), and high-throughput computer vision entirely at the edge. Ubuntu runs natively on this primary processor providing the core development and inference environment.
Alimentata dal processore Qualcomm Dragonwing™ IQ-8275, la scheda offre 40 TOPS densi di potenza di calcolo AI di livello industriale in un fattore di forma compatto. Ciò consente l’esecuzione locale di Grandi Modelli Linguistici (LLM), Modelli Linguistici Visivi (VLM) e visione artificiale ad alto throughput interamente all’edge. Ubuntu gira nativamente su questo processore principale, fornendo l’ambiente di sviluppo e inferenza principale.
Altre caratteristiche hardware sono i 16GB di RAM ed i 64 GB di storage eMMC (espandibili mediante slot NVMe).
Veniamo infine al prezzo che non è indicato, al momento, ma del quale qua e la si leggono stime che lo vedono intorno ai 300 dollari.
Cifre ben diverse da dispositivi verticali per l’AI, come NVIDIA Project DIGITS, il computer supercompatto Linux di NVIDIA, che però è pensato per gestire il training dei modelli ed è carrozzato con 128 GB di RAM ed arriva a 1 PetaFLOP di performance AI. Ed infatti si piazza intorno ai 3000 dollari.
In conclusione, un dispositivo che si colloca esattamente nella categoria Do It Yourself che ha reso Arduino una realtà talmente importante da essere acquisita da una big come Qualcomm.
Considerato l’investimento (relativamente) ridotto… Non ci fareste un pensierino?
Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.






















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