Una (vaga) proposta di legge Federale U.S.A. vuole imporre il controllo dell’età per tutti gli utenti dei sistemi operativi

Un nuovo capitolo si aggiunge alla vicenda della verifica dell’età nei sistemi operativi, e stabilire se sia un miglioramento o un peggioramento rispetto a quanto sinora visto è tutto da stabilire. Infatti se fino ad oggi la questione sembrava essere appannaggio solo di alcuni specifici stati americani, California e Colorado, oltre al Brasile, la notizia raccontata da Linuxiac ci parla di una Federal Bill, ossia di una legge che riguarda l’interezza degli Stati Uniti d’America.

La proposta, identificata dalla sigla H.R. 8250, potrebbe uniformare (e imporre) i controlli su tutto il territorio USA, superando il problema dei singoli stati e quello che si sa, ad oggi, è la data in cui è stata pubblicata, ossia il 13 aprile 2026, ed il suo titolo:

To require operating system providers to verify the age of any user of an operating system, and for other purposes

Per richiedere ai fornitori di sistemi operativi di verificare l’età di qualsiasi utente del sistema operativo e per altri scopi

I promotori sono i membri della camera Josh Gottheimer (New Jersey, democratico) e Elise Stefanik (New York, repubblicana) ed è stata assegnata alla House Committee on Energy and Commerce e, fatto estremamente rilevante, il testo completo NON è ancora pubblico.

La sostanza della legge è imporre l’obbligo ai fornitori di sistemi operativi di verificare l’età di qualsiasi utente del sistema operativo.

La prima e fondamentale domanda, almeno per quanto concerne l’ambito di nostro interesse, ossia le distribuzioni Linux open-source, è molto semplice: cosa si intende per fornitori di sistemi operativi? Si parla di aziende? Si parla di community? Si parla di privati che condividono il proprio lavoro gratuitamente a quanti lo vogliano utilizzare?

Si fa in fretta a capire come sebbene all’apparenza l’ambito appaia meno approssimativo di quanto visto sinora (che parlava di siti o app), di fatto abbia potenzialmente un impatto enorme su un intero ecosistema produttivo.

Mentre quindi Rocky Linux ha liquidato la questione e Debian sta aspettando risposte dagli avvocati, questa legge federale potrebbe mischiare nuovamente le carte in tavola con dei pronunciamenti vaghi che non aiuteranno di certo le distribuzioni community.

Per non parlare poi di quanti si sono scagliati contro l’autore della patch che introduceva la birthDate in Systemd, il cui bersaglio ora dovrà inevitabilmente spostarsi verso un intero sistema operativo.

E l’Europa?

Per ora dagli organi ufficiali tutto tace e l’impressione è che al momento il tema non abbia una rilevanza tale da essere trattato. Se fosse così la visione è particolarmente miope, poiché il tema del controllo dell’età si incrocia pesantemente con gli sforzi per la Sovranità Digitale che vari stati – purtroppo in maniera autonoma e scoordinata – stanno intraprendendo.

Quanti decideranno di implementare una distribuzione Linux sovrana dovranno obbligatoriamente fare una scelta su questa verifica, quindi stando alla legge del “patti chiari, amicizia lunga”, prima verrà fatta una scelta in questo senso, meglio sarà per tutti.

Ovviamente la questione è ben lungi dall’essere chiusa, ed il prossimo passo sarà sicuramente leggere la pubblicazione definitiva di questa legge federale, o magari non leggerla mai, nella speranza che non venga pubblicata.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

2 risposte a “Una (vaga) proposta di legge Federale U.S.A. vuole imporre il controllo dell’età per tutti gli utenti dei sistemi operativi”

  1. Avatar sabayonino
    sabayonino

    Mah.
    Mi sembra una mossa di qualche player già pronto all'evenienza .Anzi magari anche suggerita dallo stesso (qualcuno ha detto M. ? ) per aggiudicarsi ulteriori quote di mercato/contratti quando gli altri non saranno pronti o saranno là a litigare se è giusto o meno….nel frattempo ciucciatevi il calzino 😀

  2. Avatar Marco DF
    Marco DF

    Microsoft sta già tentando di imporre il login con un account online Microsoft all'installazione di Windows, quindi è già avanti..
    Meno male che una volta "spacciavano" l'America come la patria delle libertà.. ultimamente mi sembra l'esatto contrario.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *