
Lo scorso primo maggio, e per diversi giorni successivi, l’intera infrastruttura web di Canonical è stata colpita da un pesantissimo attacco DDoS (Distributed Denial of Service) che ne ha compromesso la disponibilità dei servizi.
I dettagli dell’attacco, come ha raccontato Linuxiac, sono stati resi pubblici da Canonical sul canale X di Ubuntu:

ma soprattutto sono apparsi evidenti a chiunque cercasse di collegarsi con il sito ufficiale https://ubuntu.com, il quale appariva offline:

A perpetrare l’attacco, ha raccontato The Register, è stato il collettivo pro Iran che si fa chiamare The Islamic Cyber Resistance in Iraq o più semplicemente 313 Team.
Questo gruppo aveva annunciato via Telegram come l’attacco sarebbe durato 4 ore, ma l’onda lunga dello stesso è arrivata a tenere disattivati i servizi della mamma di Ubuntu per un’abbondante mezza giornata, in particolare per le pagine Archive e Discourse. Quest’ultima, https://discourse.ubuntu.com, risulta inaccessibile anche al momento della scrittura di questo articolo.
Prima però di pensare a qualsivoglia significato politico dietro a questo attacco, vale la pena riportare i messaggi inviati via Telegram da 313 Team a Canonical, che di attivismo hanno molto poco:
There is a simple way out. We have emailed you with our Session Contact ID. If you fail to reach out, we will continue our assault. You are in an awful position, don’t be foolish.
C’è una semplice via d’uscita. Vi abbiamo inviato un’email con il nostro Session Contact ID. Se non vi fate sentire, continueremo il nostro attacco. Siete in una posizione terribile, non siate sciocchi.
Ora, tra tutte le entità attaccabili presenti sul mercato internazionale, è del tutto oscuro cosa distingua Canonical, azienda fondata dal sudafricano Mark Shuttleworth la cui sede è, peraltro, a Londra.
Più probabile che alla base di tutto ci sia un tentativo di estorsione, verrebbe da dire, classico che vuole vestirsi di ideali politici per provare a rubare più soldi possibili.
Ma questo è il mondo in cui viviamo, piaccia o meno.
Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.






















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