
È arrivato Linux 7.2, la nuova versione del Kernel rilasciata da Linus Torvalds il 17 agosto, al termine di un ciclo di sviluppo decisamente movimentato. Una release che porta con sé parecchie novità sul fronte delle prestazioni, dell’hardware e dei filesystem, ma che sarà ricordata anche per un altro motivo: una quantità insolitamente elevata di bugfix, molti dei quali individuati grazie agli strumenti di analisi basati sull’intelligenza artificiale.
E proprio questo secondo aspetto è forse quello più interessante: Torvalds ha ormai definito questa situazione la “nuova normalità”.
Ma partiamo dalle novità:
- Prestazioni: una delle novità più interessanti di Linux 7.2 è il Cache Aware Scheduling, un miglioramento dello scheduler pensato per sfruttare meglio le moderne architetture CPU dotate di più domini di cache. L’idea è relativamente semplice: quando possibile, il Kernel cerca di mantenere i task che condividono dati all’interno dello stesso dominio di Last Level Cache, evitando trasferimenti di dati inutili e migliorando così l’efficienza dell’esecuzione.
- Hardware: tra le novità più interessanti troviamo il supporto iniziale ad AMD HDMI 2.1 FRL nel driver AMDGPU, mentre viene aggiunto anche il supporto a USB4STREAM, tecnologia pensata per migliorare il trasferimento dei dati attraverso USB4 e Thunderbolt. Non mancano poi nuovi driver e numerosi aggiornamenti per GPU, audio, networking e periferiche, confermando ancora una volta quanto il Kernel sia ormai una gigantesca raccolta di supporto per hardware praticamente di ogni genere.
- Nel contesto Filesystem/storage Btrfs introduce e abilita nuove ottimizzazioni legate ai large folios e porta avanti una serie di modifiche alla propria infrastruttura interna. Sono stati apportati miglioramenti a XFS, EXT4 ed al resto dello stack di storage, con l’obiettivo di migliorare prestazioni, affidabilità e gestione delle operazioni di I/O.
- Nell’ambito Rust, Linux 7.2 continua il percorso di integrazione del linguaggio nel Kernel, introducendo tra le altre cose la libreria Rust Zerocopy, pensata per rendere più sicure ed efficienti alcune operazioni di accesso alla memoria. È l’ennesimo piccolo tassello di un percorso iniziato ormai diversi anni fa e che vede Rust assumere progressivamente un ruolo sempre più importante nello sviluppo del Kernel.
Terminate le novità, eccoci a parlare di quanto questa release sia stata insolitamente ricca di correzioni. Le release candidate finali, invece di restringersi come normalmente accade avvicinandosi alla versione stabile, hanno continuato a ricevere centinaia di fix.
Torvalds, commentando Linux 7.2-rc7, ha ammesso che la dimensione della release non lo entusiasmava particolarmente, ma ha anche definito questo nuovo scenario “the new normal”, spiegando che molti dei fix arrivavano dalla revisione del codice effettuata da diversi strumenti di AI.
Gli strumenti AI – perché, come Torvalds ha specificato più volte, solo di questo si tratta, di strumenti – vengono utilizzati soprattutto per analizzare il codice esistente e individuare possibili problemi. Poi sono gli sviluppatori umani a verificare le segnalazioni, scrivere le patch e decidere cosa debba effettivamente entrare nel Kernel.
E qui torniamo alle 432 CVE citate in apertura: il numero, preso da solo, può sembrare terrificante. Ma come abbiamo scritto non significa che Linux sia diventato un colabrodo. Tutt’altro. Come anche Greg Kroah-Hartman ha detto parlando dello stato attuale del progetto, questi numeri significano che il progetto sta diventando molto più efficiente nel trovare problemi che prima rimanevano nascosti.
È quindi un bicchiere mezzo pieno: gli sviluppatori (e l’AI) stanno guardando dentro Linux con occhi molto più attenti di prima.
Il vero problema, come del resto ha evidenziato anche il progetto curl di cui recentemente abbiamo raccontato il sabbatico, diventa quindi un altro: riuscire a gestire tutto quello che l’AI riesce a trovare.
Ed è probabilmente questa la vera novità che accompagna Linux 7.2: non una singola feature, ma l’inizio di una nuova fase nello sviluppo del Kernel, nella quale gli strumenti automatici riescono a trovare bug a una velocità che il processo umano deve ancora imparare a gestire.
Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.





















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