La storia della viaggiatrice nel tempo che, nel 2012, voleva fermare ChatGPT… Con un Tweet!

Per quanto sia periodo estivo e la maggioranza dei lettori sia auspicabilmente ancora in ferie, è pur sempre venerdì, ed il venerdì è sempre bene usare una certa leggerezza. Ecco perché oggi raccontiamo di una bellissima storia di fantascienza che parla di viaggi nel tempo, messaggi nascosti e, come potrebbe essere altrimenti, ChatGPT!

La storia nasce da questo Tweet, pubblicato sull’allora Twitter il 5 ottobre del 2012:

Ora, al netto della modalità con cui è scritto il nome, che dovrebbe essere “ChatGPT” e non “chat gpt”, a tenere banco è la discussione che lo stesso ha scatenato, dopo che in qualche modo (misteri dei social media) è riemerso dal dimenticatoio.

Infatti diversi utenti non hanno avuto dubbi.

ChatGPT è stato presentato al pubblico nel novembre del 2022, pertanto quel monito è molto chiaro: è sicuramente quello di una viaggiatrice nel tempo che ha cercato in tutti i modi di avvertire tutti del fatto che ChatGPT andava fermato.

E quel che è ancora più incredibile riguarda il sito anti-bufale più famoso del mondo, ossia Snopes, il quale ha pubblicato una dettagliata analisi del fatto che il Tweet è autentico, sfoderando il bollino verde “True“, che tutti i lettori sanno essere certificato di autenticità a proposito delle verifiche.

Il problema è che l’analisi di Snopes dimostra solo che il Tweet è autentico e, senza girarci troppo attorno, dice con chiarezza che quel messaggio fa uso (come spesso accade per gli utenti indonesiani) di acronimi. L’indagine ha controllato i messaggi precedenti dell’account, dimostrando come a proposito della ricezione di messaggi di spam venisse usato “stop chat gpt” con il significato di “stop sending unimportant messages” (“gpt” è quindi l’abbreviazione di “ga penting”, non importante).

Tutto chiarito no?

No.

Troppo tardi.

Tra messaggi di chi ha affermato “Sono indonesiano, non si usano quegli acronimi, questa è al 100% una viaggiatrice nel tempo” e gente che pensa che John Connor è tornato nel 2012 per avvertirci tutti, non c’è via di scampo.

Ma immaginiamo la situazione.

Sei lì nella macchina del tempo, e dire “posso salvarli tutti, andiamo!“.

Parti, affronti le correnti gravitazionali e spazio-temporali ed arrivi finalmente al 2012.

Giù dalla macchina, in preda alla frenesia, pensi “devo fare qualcosa per fermare il disastro che distruggerà l’umanità“.

Guardi a destra.

Guardi a sinistra.

Entri in una biblioteca.

Sei di fronte a un PC aperto alla navigazione.

Fissi il monitor e dici “posso cambiare la storia“.

Ti scrocchi le dita e nella barra degli indirizzi del browser digiti “twitter.com“.

Prima di cliccare su pubblica, soddisfatto, ti giri verso la telecamera, esclamando “In your face, ChatGPT!“. E fai clic.

Il mondo è salvo.

Sipario.

Buon venerdì 😉

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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