
Quando si parla di AI il grande pubblico è molto ricettivo verso le notizie a proposito della costruzione di nuovi datacenter: ormai sono diventati come i reattori nucleari, tutti ne reclamano la costruzione e l’utilizzo, ma nessuno li vuole nella propria città.
Questo fa già ridere di suo, ma c’è un altro aspetto a proposito dell’esplosione dell’AI che è correlato ai datacenter, ma è meno noto, se non agli addetti ai lavori, e riguarda l’hardware.
Già, perché questi benedetti datacenter bisogna popolarli e sono particolarmente voraci di GPU e RAM. Questa fame insaziabile ha già consumato le riserve e chiede ora il conto alle varie aziende produttrici, che sono felicemente nella bolla ed esultano al pensiero di avere gli ordini sistemati per gli anni a venire, come un ristorante con le prenotazioni già confermate per un anno intero.
Ma questa mancanza di disponibilità si sente in vari ambiti. Non riguarda infatti soltanto quella che potremmo definire la “grande distribuzione”, quindi i vari Amazon, Google, Microsoft e via dicendo, ma anche l’uomo della strada.
E questo ci porta alla notizia di oggi, riassunta nel post Telegram che l’azienda Pine64 ha pubblicato lo scorso 18 agosto:
Hi everyone! Just a quick reminder that due to the current DRAM/eMMC shortage, there isn’t any plans to continue producing more Linux devices in the near future.
Ciao a tutti! Solo un piccolo promemoria per ricordare che a causa della poca disponibilità di DRAM/eMMC non ci sono piani per continuare a produrre i device Linux nel futuro prossimo.
Secondo il post, analizzato da Linuxiac, la disponibilità attuale di PineNote (che è un e-reader basato su Linux) e PineTab2 (ossia un tablet Linux) si esaurirà nei prossimi tre mesi.
Dopo quel momento, adieu.
Certo, non è scritto da nessuna parte che i due prodotti verranno terminati, solamente “messi in pausa”, ma da qui a dire che il loro futuro è roseo ce ne passa.
Ed il brutto, è che non finisce qui, almeno per chi come noi auspica che ci siano prima o poi alternative Linux agli smartphone disponibili oggi sul mercato.
Le difficoltà di reperimento dell’hardware impattano un altro prodotto di Pine64 che a sua volta era già praticamente spiaggiato: PinePhone, un esperimento di smartphone di cui abbiamo parlato parecchio durante il suo lancio, ma che non ha mai riscontrato alte vendite e, nelle sue varie incarnazioni, non ha mai ottenuto il successo sperato.
E sta qui l’amara realtà: questi prodotti non sono considerati centrali dall’azienda di cui abbiamo raccontato le evoluzioni da parecchio tempo, la quale punta su altri dispositivi che fanno decisamente altre cose: PineTime (smartwatch open-source economico), PineVoice (altoparlante intelligente basato su RISC-V) e Pinecil (saldatore portatile intelligente ed economico, alimentato via USB-C).
Insomma, tra scarsità di hardware e scelte aziendali, non è tra i prodotti Pine64 che gli appassionati Linux potranno trovare il dispositivo della loro vita.
La novità, almeno per questa notizia, è che stavolta abbiamo trovato un nuovo e inedito colpevole: l’AI.
😀
Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.





















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