
SUSE, la più importante azienda europea open-source, ha recentemente annunciato tagli drastici al personale: una persona su dieci, stando a quanto riportato da The Register, riceverà la comunicazione di licenziamento in questi giorni. Si tratta di 190 persone su un totale di 1.900 dipendenti.
La ragione alla base di questa scelta, stando alle varie fonti, è racchiusa in due lettere: AI.
Secondo il CEO Dirk-Peter van Leeuwen, l’attuale struttura organizzativa e dei costi non è più sostenibile per affrontare il futuro. In particolare, gli strumenti basati sull’AI consentono di svolgere alcune attività con meno personale e per via di questo alcuni ruoli aziendali non hanno più ragione di esistere, mentre altri dovranno evolversi nei prossimi anni.
Le sue parole:
We are adapting. Across SUSE, modern tooling is already changing our daily workflows, enabling teams to move faster with less operational overhead and flatter reporting lines. The requirement for some existing roles has greatly diminished. Other roles will evolve over the next few years. This means we are accelerating investments in high priority areas, and deprioritizing others. These are hard, painful decisions to make, but necessary for our future.
Ci stiamo adattando. In tutta SUSE, gli strumenti di nuova generazione stanno già trasformando i nostri flussi di lavoro quotidiani, consentendo ai team di lavorare più velocemente, con minori costi operativi e una struttura gerarchica più snella. La necessità di ricoprire alcuni ruoli attualmente esistenti è notevolmente diminuita. Altri ruoli si evolveranno nel corso dei prossimi anni. Questo significa che stiamo accelerando gli investimenti nelle aree ad alta priorità e riducendo quelli destinati ad altre aree. Si tratta di decisioni difficili e dolorose da prendere, ma necessarie per il nostro futuro.
Sebbene sull’ultima affermazione verrebbe da dire “bella scoperta!”, su tutto il resto una bella riflessione è d’obbligo.
Partiamo dalle ragioni. Tolta l’indignazione che subentra nel leggere tra le righe “le persone verranno rimpiazzate da dei bot“, sebbene il termine AI nelle affermazioni non venga mai esplicitamente usato, con distacco e lucidità sarebbe davvero ingenuo pensare che tutto quello che queste 190 persone facevano nell’azienda verrà rimpiazzato da degli agenti.
Quelle affermazioni sull’adattamento passano certamente dai nuovi automatismi, ma anche probabilmente da scelte pregresse di personale che si sono rivelate poco azzeccate, e che ora “pesano“.
L’altra questione riguarda chi è SUSE oggi.
Ai romantici che la vorrebbero come ultimo baluardo europeo dell’open-source va ricordato come, dopo la sua nascita nel 1992, la sua travagliata storia proprietaria sia passata da Novell, Attachmate e Micro Focus per finire nel 2019 nel fondo svedese EQT (per 2,5 miliardi di dollari) il quale all’inizio di quest’anno ne ha preparato la vendita per 6 miliardi.
Curiosamente, al centro della vendita prospettata c’era proprio il nuovo focus dell’azienda verso l’AI.
È certamente vero che l’AI sta cambiando tutto, ma una cosa non cambierà mai: le aziende, per sopravvivere, devono guadagnare soldi.
In conclusione, prima di indignarsi e urlare che non se ne può più di questa invasione AI che sta rimpiazzando gli esseri umani con dei programmi, è bene ricordarsi che ognuno guarda ai propri interessi e che, normalmente, prima di vendere si fa sempre pulizia.
Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.






















Non so cosa sia peggio tra la storiella delle sostituzioni in blocco con agenti IA e il fatto che sia spacciata come la nuova normalità, come se un licenziamento andasse bene se quello è il motivo.